Con l’arrivo di un nuovo mensile torna anche “Top Tre Mise”, la rubrica nella quale seleziono e classifico le tre mise indossate da personaggi pubblici e apparse sui social che, nel corso dell’ultimo mese, mi hanno maggiormente colpito.

Come di consueto, ogni mise viene valutata secondo quattro criteri: originalità, coerenza con le regole dell’eleganza classica, abbinamenti cromatici e adeguatezza al contesto. A ciascuna categoria assegno un punteggio da 1 a 10, la cui somma determina il risultato complessivo e, di conseguenza, la posizione finale in classifica.

Chiarito, per chi se lo fosse perso finora, il metodo di valutazione, possiamo cominciare subito con il podio di questo mese e le valutazioni ad esso connesse.

Uomo in piedi all'aperto, indossando un lungo cappotto a coste e un gilet a quadri, con uno sguardo pensieroso.

Al primo posto troviamo Douglas Cordeaux, figura di riferimento di Fox Brothers, storica manifattura tessile britannica particolarmente nota per i suoi tweede e flanelle e per il legame con la tradizione inglese.

La mise risulta originale soprattutto per l’accostamento di fantasie e consistenze differenti. Il cappotto, dalla fattura magistrale, viene abbinato a una giacca principe di Galles, a una camicia azzurra e a una cravatta verde con piccoli motivi figurativi. Ciascun elemento appartiene pienamente al guardaroba classico, ma il modo in cui viene inserito nell’insieme conferisce alla mise una personalità tutt’altro che scontata. Per questo motivo assegno un 8,5 all’originalità.

La coerenza con le regole dell’eleganza classica è pressoché impeccabile. L’unica lieve riserva riguarda il tessuto della cravatta, che, per consistenza e resa visiva, si inserisce con qualche difficoltà tra i tessuti più corposi e materici scelti per la giacca e il soprabito. Si tratta comunque di un’imperfezione minima, che non compromette il risultato complessivo: 9,5.

Gli abbinamenti cromatici, invece, sono perfettamente riusciti. Le tonalità del beige, del marrone, del grigio e del verde dialogano molto bene tra loro, mentre l’azzurro della camicia alleggerisce l’insieme. Sono colori armoniosi, profondamente autunnali e pienamente adatti alla stagione. Il punteggio è quindi 10.

Da ciò che possiamo osservare, il contesto sembra essere extracittadino, situazione nella quale i tessuti, le fantasie e il soprabito trovano la loro collocazione ideale. Anche l’adeguatezza al contesto merita dunque un 10 pieno.

Douglas Cordeaux totalizza così 38 punti e conquista il primo posto in classifica.

Un uomo in un elegante completo a righe, sorride mentre si scatta un selfie in uno specchio.

Al secondo posto troviamo Benedikt Fries, ritratto in uno scatto fugace pubblicato su Instagram poco prima di una cena dal carattere semi-formale.

La mise non propone soluzioni particolarmente rivoluzionarie, ma riesce comunque a distinguersi dal consueto abito blu. La scelta cade infatti su un completo scuro gessato, abbinato a una camicia azzurra, a una cravatta dalla fantasia discreta e a una pochette più vivace. Nulla di mai visto, certamente, ma nemmeno una composizione banale o priva di personalità. Per questo motivo assegno un 7,5 all’originalità.

Per quanto riguarda la coerenza con le regole dell’eleganza classica, non riscontro alcun errore. Il grado di formalità dei singoli elementi è omogeneo, le proporzioni risultano corrette e ogni accessorio trova la propria collocazione nell’insieme. Il punteggio è quindi 10.

Particolarmente riusciti sono gli abbinamenti cromatici. Ho apprezzato soprattutto la scelta della cravatta, che si sposa perfettamente con i colori dell’abito e della camicia senza creare un contrasto eccessivo. Rimane sobria, come richiesto dal contesto, ma non per questo banale. Anche la pochette introduce una nota di colore ben calibrata, senza alterare l’equilibrio complessivo. Assegno dunque un 10 pieno.

Infine, la mise risulta perfettamente adeguata a una cena semi-formale. È elegante e curata, ma non tanto rigida da apparire fuori luogo in un’occasione di questo tipo. Anche l’adeguatezza al contesto merita quindi un 10.

Benedikt Fries totalizza così 37,5 punti e conquista il secondo posto in classifica.

Un uomo elegante in abbigliamento formale, con una giacca scura e un gilet a scacchi, si trova su una strada con un importante edificio storico sullo sfondo.

Al terzo posto troviamo Marco Taddei, ritratto durante una giornata lavorativa autunnale Milanese.

La mise risulta originale soprattutto per la scelta di sovrapporre un Barbour a una giacca dalla fantasia piuttosto marcata, completando il tutto con una camicia a righe, una cravatta marrone e un pantalone grigio scuro. Si tratta di elementi classici del guardaroba autunnale, ma il loro accostamento conferisce all’insieme una personalità riconoscibile e tutt’altro che banale. Proprio per la scelta del Barbour e per la varietà dei tessuti assegno un 8 all’originalità.

Per quanto riguarda la coerenza con le regole dell’eleganza classica, non riscontro errori. Il Barbour, pur essendo un capo informale, si integra perfettamente con la giacca e con gli altri elementi grazie alla consistenza dei tessuti e al carattere complessivamente autunnale della mise. Ogni capo presenta inoltre un grado di formalità compatibile con gli altri. Il punteggio è quindi 10.

Anche gli abbinamenti cromatici sono pienamente riusciti. Il verde scuro del Barbour, i toni caldi della giacca, il marrone della cravatta, l’azzurro della camicia e il grigio del pantalone compongono una tavolozza armoniosa e particolarmente adatta alla stagione. Per questa categoria assegno un altro 10.

L’unica riserva riguarda l’adeguatezza al contesto. Pur trattandosi di una mise credibile per una giornata lavorativa milanese, l’insieme conserva un carattere decisamente extracittadino e campagnolo, soprattutto per l’accostamento tra il Barbour e la giacca. Non è un errore grave, ma rappresenta un piccolo scarto rispetto al contesto urbano. Assegno quindi un 8.

Marco Taddei totalizza così 36 punti e conquista il terzo posto in classifica.

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