Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica di True Class Italia, dedicata alle armi di pregio e da collezione. Parleremo di fucili, di case produttrici, di lavorazioni e di quei dettagli che rendono alcune armi oggetti di particolare interesse, tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello estetico.
Il legame tra questo mondo e quello di cui ci occupiamo abitualmente è più stretto di quanto si possa pensare. La caccia, infatti, è storicamente una delle passioni più rappresentative del gentiluomo. Attorno ad essa si sono sviluppati una cultura, un abbigliamento, delle consuetudini e un’attenzione per gli strumenti utilizzati che meritano, di essere approfonditi.

La caccia e il gentiluomo
La caccia accompagna la storia dell’uomo fin dalle sue origini, quando era anzitutto una necessità legata alla sopravvivenza. Nel corso dei secoli, pur continuando a rappresentare una fonte di sostentamento per molte persone, assunse anche un significato diverso all’interno delle corti e dell’aristocrazia europea.
Già nel Medioevo era praticata da sovrani e nobili e rappresentava un’attività legata alla vita di corte, alla conoscenza del territorio e all’esercizio di capacità considerate importanti per chi apparteneva a quei ceti. Con il tempo, le giornate di caccia divennero anche occasioni di incontro e di vita sociale, accompagnate da usanze e abitudini che variarono a seconda dei luoghi e delle epoche.
Lo sviluppo delle armi da fuoco cambiò progressivamente il modo di praticarla e contribuì alla nascita di una tradizione armiera nella quale funzionalità e artigianalità finirono per incontrarsi. Accanto all’interesse per la caccia si sviluppò così quello per i fucili, per la loro meccanica, per i legni e per il lavoro degli armaioli.
A questo mondo si affiancano poi il tiro a volo e il collezionismo, passioni distinte che possono condividere l’attenzione per la tecnica e per la qualità dell’arma.
Personalmente ritengo che la caccia e l’interesse per le armi siano tra le passioni che meglio si collegano alla figura del gentiluomo, per la loro storia, per le tradizioni che le accompagnano e per la conoscenza che richiedono. Un interesse che, come ogni attività di questo tipo, deve essere accompagnato da responsabilità e rispetto, due qualità del buon gentiluomo per l’appunto.

Il pregio di un’arma
Quando si parla di un’arma da collezione, soprattutto di un fucile di alta gamma, non ci si riferisce soltanto alla sua funzione. Si osservano la costruzione, l’equilibrio delle forme, la qualità del noce, la precisione delle parti metalliche, le incisioni e il tempo dedicato alle finiture.
Alcuni esemplari sono realizzati su misura, adattati al proprietario e personalizzati secondo i suoi gusti, esattamente come facciamo con gli abiti. Altri sono prodotti in serie limitata o come pezzi unici, espressione delle capacità tecniche e artigianali di una casa produttrice, proprio come nel mondo orologiero ad esempio.
Trovo che un bel fucile possa rappresentare una forma di lusso silenzioso, anche quando è particolarmente prezioso. Il suo valore può risiedere in particolari che non sempre si riconoscono immediatamente, come la qualità della meccanica, la scelta dei materiali e la precisione delle lavorazioni.
È proprio per questo che ho scelto di iniziare la rubrica con una coppia di fucili che riunisce storia, tecnica e design.

Beretta, cinquecento anni di storia
Nel 2026 Beretta ha celebrato i suoi 500 anni, un anniversario che riguarda una delle realtà più importanti della tradizione armiera italiana.
La storia dell’azienda è legata a Gardone Val Trompia e alla figura di Bartolomeo Beretta. Al 1526 risale un documento che testimonia una fornitura di canne d’archibugio alla Repubblica di Venezia. Da quella tradizione ha avuto origine una storia familiare e industriale arrivata fino ai giorni nostri.
Per celebrare questo traguardo, la casa ha presentato diverse iniziative e creazioni speciali. Tra queste ho scelto di parlare della 1526 Parallelo, una coppia unica di doppiette realizzata da Pietro Beretta Selection.
PB Selection è la realtà di Beretta dedicata alle armi di alta gamma e ai progetti personalizzati. Nel suo atelier, proprio perché di veri e propri atelier si parla, di Gardone Val Trompia, la tradizione artigianale incontra le possibilità offerte dalla progettazione e dalle lavorazioni moderne, con particolare attenzione alle richieste del cliente.

1526 Parallelo, una coppia per i 500 anni
La 1526 Parallelo è composta da due doppiette calibro 12, create come coppia unica per l’anniversario. Il nome riprende l’anno a cui Beretta fa risalire la propria storia e il progetto unisce elementi della tradizione armiera a un’impostazione estetica contemporanea.
Per le forme, Beretta ha preso ispirazione dal 486 by Marc Newson, il parallelo disegnato insieme al designer australiano, riconoscibile per le sue linee arrotondate e continue. Per la meccanica, invece, il progetto guarda all’SO10 e adotta un sistema sidelock, ossia a cartelle lunghe. La meccanica è stata riprogettata per inserirla in una bascula sottile e dal profilo continuo.

L’aspetto che più colpisce è la lavorazione della bascula. Al centro si trova il logo dorato del cinquecentenario, dal quale sembrano propagarsi delle onde. Il disegno si ispira al movimento dell’acqua e si sviluppa sulla superficie metallica, lucidata a specchio a mano.
È una scelta diversa dalle incisioni più tradizionali che spesso si associano ai fucili di pregio. La trovo particolarmente interessante perché rende la coppia immediatamente riconoscibile, pur mantenendo pulite le forme delle due doppiette.
Anche i legni meritano attenzione. Calci e astine sono realizzati in noce selezionato di grado 5, scelto e abbinato per la coppia. La finitura prevede oltre 80 applicazioni manuali di Tru-Oil, mentre gli standard di PB Selection indicano per i due fucili una differenza di peso massima di un grammo. Il colore e la venatura del noce creano un contrasto deciso con la lucidatura delle parti metalliche.

La coppia è accompagnata da una valigetta realizzata appositamente, in legno laccato nero, con motivi ondulati e interni sagomati rivestiti in Alcantara nera. Anche in questo caso il richiamo al movimento dell’acqua riprende il tema scelto per i fucili.
A mio parere, la 1526 Parallelo è una scelta adatta per aprire questa rubrica: rappresenta una casa italiana dalla storia molto lunga e mostra come un’arma da caccia possa essere allo stesso tempo un oggetto da collezione, frutto di ricerca tecnica e di un lavoro artigianale accurato.
Le superfici a specchio e il logo celebrativo le conferiscono una presenza evidente, ma ciò che trovo più interessante è la cura necessaria per realizzare un disegno dalle forme così pulite. In una lavorazione di questo genere, ogni dettaglio contribuisce al risultato finale.

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