Milano Watch Week 2026 & Patek Philippe Watch Art Grand Exhibition Milano
Dal 2 al 4 ottobre, Palazzo Mezzanotte ha ospitato la Milano Watch Week 2026. Negli stessi giorni si è aperta anche la Watch Art Grand Exhibition di Patek Philippe, visitabile dal 2 al 18 ottobre al City Oval, l’ex Palazzo delle Scintille, nel quartiere CityLife. Due appuntamenti distinti, che hanno offerto l’occasione di approfondire tanto le proposte dell’orologeria indipendente quanto il patrimonio di una delle manifatture più importanti del settore.
Il 2 ottobre mi sono recato all’esposizione di Palazzo Mezzanotte e ne sono rimasto particolarmente soddisfatto. Ho apprezzato la possibilità di osservare gli orologi da vicino, provarli e soffermarmi su quelle caratteristiche che, attraverso una fotografia, si comprendono soltanto in parte. Le proporzioni di una cassa, il modo in cui un cinturino accompagna il polso e la resa di un quadrante alla luce sono dettagli che possono cambiare sensibilmente il giudizio su un modello.
La sede, poi, era particolarmente adatta. Palazzo Mezzanotte ha dato all’esposizione una cornice all’altezza degli oggetti presentati, rendendo la visita ancora più piacevole.
A colpirmi sono stati soprattutto alcuni marchi meno noti al grande pubblico. Realtà che meritano attenzione per ciò che realizzano, per la qualità delle lavorazioni e per la capacità di proporre un’idea personale di orologeria.

Gerald Charles… originalità ed eleganza al polso
Ho avuto modo di provare alcuni modelli di Gerald Charles, dei quali ho apprezzato soprattutto l’originalità delle forme. La cassa Maestro, con il suo profilo asimmetrico e la caratteristica rientranza nella parte inferiore, ha una personalità immediatamente riconoscibile.
Personalmente trovo interessante la capacità di mantenere un aspetto fine ed elegante pur attraverso un disegno così particolare. Le curve e le superfici della cassa rendono l’orologio ricercato, mentre il cinturino in caucciù gli conferisce un carattere sportivo e una piacevole comodità. Il caucciù vulcanizzato, utilizzato su diversi modelli della collezione, contribuisce concretamente a questa combinazione.
È proprio questo equilibrio che mi ha convinto durante la prova. Un orologio può avere una forma elaborata e conservare una certa leggerezza al polso, anche visiva. In questi Gerald Charles il cinturino contribuisce in maniera decisiva al risultato, rendendo più disinvolto l’insieme senza impoverirlo.

Chronoswiss… la sorpresa dei Neo Digiteur
Ci siamo poi fermati allo stand di Chronoswiss, dove abbiamo potuto osservare e provare i tre nuovi Neo Digiteur della serie Pastel Code. Una sorpresa particolarmente piacevole, sia per la scelta dei colori sia per il modo in cui viene indicata l’ora.
Il Neo Digiteur è un orologio meccanico senza lancette. Le informazioni si leggono attraverso tre aperture: le ore saltanti in alto, i minuti a scorrimento continuo al centro e i secondi, anch’essi continui, in basso. La lettura è digitale, nel senso letterale del termine, perché avviene attraverso cifre; il funzionamento rimane interamente meccanico.
La cassa rettangolare in acciaio dà ordine a un disegno insolito, mentre le tre tonalità pastello, Rose, Mint e Sky, rendono l’insieme più leggero. Rosa chiaro, verde menta e azzurro sono colori che trovo particolarmente interessanti su un orologio con questa impostazione, perché ne ammorbidiscono le linee mantenendone intatta la personalità.
Il calibro C.85757 è a carica manuale, dispone di un modulo proprietario sviluppato internamente e offre 48 ore di riserva di carica. La versione Rose è limitata a 99 esemplari.
Trovo che il suo interesse stia proprio nella coerenza tra aspetto e funzionamento. La scelta di eliminare le lancette determina l’intera costruzione del quadrante e dà al modello un’identità precisa. Dal vivo, questa particolarità ci ha colpiti molto.

Andersen Genève… il colore dell’oro
Abbiamo apprezzato particolarmente anche i Worldtimer di Andersen Genève. Orologi nei quali la complicazione delle ore del mondo si accompagna a un lavoro sui materiali e sui colori che merita di essere osservato con attenzione.
Un elemento distintivo della maison è il Blue Gold a 21 carati, impiegato nei quadranti e nelle masse oscillanti di alcuni modelli. Nel Communication 45, per esempio, la lavorazione e il trattamento termico dell’oro permettono di ottenere tonalità che vanno dal blu intenso al marrone cognac, a seconda della versione. La decorazione guilloché aggiunge un ulteriore motivo d’interesse alla superficie.

Sono rimasto affascinato proprio da queste sfumature. L’oro assume un’espressione diversa da quella a cui siamo abituati, mantenendo una ricchezza che si apprezza soprattutto da vicino. Il colore, insieme alla lavorazione del quadrante, rende questi orologi particolarmente raffinati senza farli diventare appariscenti.
A mio parere, sono segnatempo eccezionali: personali, eleganti e capaci di emozionare attraverso dettagli concreti. Fra le proposte osservate durante la visita, sono certamente fra quelle che mi hanno lasciato l’impressione più forte.

Patek Philippe… il piacere di approfondire
È stato un piacere visitare anche la Watch Art Grand Exhibition di Patek Philippe. Ho apprezzato l’impostazione dell’esposizione, che permetteva di approfondire la manifattura attraverso la collezione attuale, i pezzi del museo, i movimenti e le lavorazioni artigianali.
Il percorso comprendeva spazi dedicati alle fasi produttive e alle dimostrazioni degli artigiani. Per l’appuntamento milanese, Patek Philippe ha inoltre presentato sette orologi in edizione limitata e creazioni di alto artigianato ispirate alla cultura italiana.

Personalmente considero particolarmente riuscita un’esposizione quando offre gli strumenti per comprendere ciò che si sta osservando. Nel caso di Patek Philippe, approfondire il lavoro necessario alla realizzazione di un orologio rende ancora più evidente il valore del risultato.
La qualità di una finitura, la complessità di un movimento e l’esecuzione di una decorazione meritano tempo e attenzione. Questa mostra ha avuto il merito di dar loro spazio, rendendo la visita interessante anche al di là delle preferenze personali per una determinata collezione. Un appuntamento all’altezza della manifattura, che ho visitato con grande piacere.


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