Ancora una volta bentornati, cari lettori, al consueto appuntamento con “Top Tre Mise”. Per chi si avvicinasse per la prima volta a questa rubrica, ne riassumo brevemente il funzionamento: ogni mese seleziono e classifico le tre mise che, tra quelle indossate da personaggi pubblici e viste sui social, mi hanno maggiormente colpito.
Come di consueto, la valutazione segue quattro criteri: originalità, coerenza con le regole dell’eleganza classica, abbinamenti cromatici e adeguatezza al contesto. A ciascuna categoria attribuisco un punteggio da 1 a 10. La somma dei singoli voti determina il valore complessivo della mise e, di conseguenza, la sua posizione finale in classifica.
Chiarito ancora una volta il metodo di valutazione, possiamo cominciare con il podio di questo mese.

Al primo posto troviamo Matteo Marzotto, ritratto in un post pubblicato su Instagram in occasione di un evento mondano diurno dedicato a una presentazione.
La mise ruota attorno a un abito doppiopetto gessato che ho trovato particolarmente interessante. La riga, ben più originale rispetto al consueto gessato bianco, conferisce personalità all’abito senza comprometterne la formalità. È proprio questa capacità di risultare allo stesso tempo formale e originale a meritare un 9 in questa categoria.
Per quanto riguarda la coerenza con le regole dell’eleganza classica, non riscontro alcun errore. Le proporzioni dell’abito, la camicia, la cravatta e la pochette risultano perfettamente coerenti tra loro e adeguati al livello di formalità scelto. Assegno quindi un 10 pieno.
Anche gli abbinamenti cromatici sono molto belli e ben riusciti. La tonalità scura dell’abito viene valorizzata dalla riga colorata e dalla camicia chiara, mentre la cravatta mantiene l’insieme sobrio ed equilibrato. Ho deciso di assegnare un 9,5, poiché si sarebbe potuto osare leggermente di più proprio con la cravatta, magari scegliendone una con una microfantasia i cui colori richiamassero la riga del gessato.
Nulla da eccepire, infine, sull’adeguatezza al contesto. Per un evento mondano diurno dedicato a una presentazione, il livello di formalità risulta perfettamente calibrato: 10.
Matteo Marzotto totalizza così 38,5 punti e conquista il primo posto in classifica.

Al secondo posto troviamo Massimiliano Donnarumma, ritratto in un post pubblicato su Instagram durante quella che, presumibilmente, è una giornata lavorativa.
La mise risulta originale soprattutto per la scelta dei tessuti e delle costruzioni. L’abito grigio a tre pezzi, ormai meno comune rispetto al classico completo con la sola giacca, viene abbinato a un soprabito dalla fantasia particolarmente riconoscibile e caratterizzato dalla manica raglan. Si tratta di elementi non banali, capaci di rendere interessante una mise da lavoro senza trasformarla in qualcosa di eccessivamente ricercato. Per questi motivi assegno un 8 all’originalità.
Per quanto riguarda la coerenza con le regole dell’eleganza classica, non riscontro veri e propri errori. L’unica lieve riserva riguarda la scelta dell’orologio con bracciale in metallo, teoricamente meno indicato con un abito di questo livello di formalità rispetto a un modello con cinturino in pelle. In questo caso, tuttavia, trovo che la scelta funzioni: appare spontanea, personale e, proprio per questo, piacevole. Il punteggio è quindi 9,5.
Gli abbinamenti cromatici sono ottimi e armoniosi. Il grigio dell’abito si accorda molto bene con le tonalità calde del soprabito, mentre la cravatta introduce sfumature più scure senza creare contrasti eccessivi. Assegno un 9,5, poiché avrei preferito una camicia con righe finissime, capace di aggiungere ulteriore profondità all’insieme senza comprometterne l’equilibrio.
La mise è infine perfettamente adeguata a una giornata di lavoro. Formale, completa e sufficientemente pratica, interpreta il contesto senza risultare né trascurata né inutilmente impostata. Per questa categoria assegno un 10 pieno.
Massimiliano Donnarumma totalizza così 37,5 punti e conquista il secondo posto in classifica.

Al terzo posto troviamo Clément di Sartorial Matters, che, in un post pubblicato su Instagram, propone una mise pensata per una classica giornata lavorativa dal grado di formalità medio.
L’originalità risiede principalmente nella scelta dei tessuti e, soprattutto, nell’abbinamento tra l’abito e il Barbour. Quest’ultimo sostituisce il più prevedibile soprabito cittadino e conferisce alla mise un carattere più personale, senza però renderla trascurata. Ho voluto premiare proprio questa scelta, tutt’altro che banale, assegnando un 8,5 all’originalità.
Per quanto riguarda la coerenza con le regole dell’eleganza classica, l’insieme risulta ben costruito. L’unica riserva riguarda il Barbour, capo dal livello di formalità decisamente inferiore rispetto all’abito e alla cravatta. Teoricamente potrebbe apparire come un elemento poco coerente, ma personalmente trovo che rappresenti una piacevole forma di sprezzatura, capace di rendere la mise più naturale e meno impostata. Il punteggio è quindi 9.
Gli abbinamenti cromatici sono armoniosi e ben calibrati. Il verde scuro del Barbour si accorda molto bene con il blu dell’abito, mentre la camicia chiara e la cravatta fantasia completano l’insieme senza creare contrasti eccessivi. Assegno dunque un 9 anche a questa categoria.
Infine, per quanto riguarda l’adeguatezza al contesto, ritengo che la mise sia perfetta per una giornata lavorativa dal grado di formalità medio. Il Barbour crea certamente uno stacco rispetto al resto dell’abbigliamento, ma si tratta ormai di un abbinamento ampiamente sdoganato in ambito cittadino e lavorativo, soprattutto quando viene portato con questa naturalezza. Per questo motivo assegno un 10 pieno.
Clément totalizza così 36,5 punti e conquista il terzo posto in classifica.

Lascia un commento