Il rasoio a mano libera, conosciuto anche come “lama fissa”, è nell’immaginario comune uno strumento legato ad un mondo a noi molto lontano. Conosciuto anche come cutthroat, cioè “tagliagola” è considerato oggi testimone di un’epoca in cui il vero lusso era il tempo da dedicare a sé stessi, non per niente fino agli anni ‘40 del Novecento il rituale dal barbiere rientrava infatti nella quotidiana routine maschile.

Con l’invenzione e la diffusione di rasoi più moderni e sicuri quello a mano libera non resse il confronto con le nuove tecniche di rasatura, pur mantenendo posizione di rilievo per i cultori grazie al gusto retrò e il prestigio del rituale.

Oltre a questo, a partire dagli anni ‘50 del Novecento la vita cambia drasticamente. Con la fine della Seconda guerra mondiale il mondo si mette in movimento: l’uomo deve correre tutto il giorno per portare lo stipendio a casa e non può più permettersi il lusso di perdere tempo, figuriamoci di dedicare quaranta minuti per farsi la barba!

Il rasoio a mano fissa è infatti uno strumento che necessita continua manutenzione per mantenere una buona affilatura della lama. Proprio a causa di tutti questi passaggi e attenzioni veniva usato perlopiù da barbieri.

Fa la sua comparsa intorno alla fine del XVII secolo e in particolar modo in Inghilterra, a Sheffield, cittadina famosa in tutto il mondo per l’abilità dei suoi fabbri e mastri coltellai.

I moderni rasoi a mano libera hanno tutti un padre comune, Benjamin Huntsman. Inglese, di professione orologiaio visse nel ‘700 e rivoluzionò completamente il settore siderurgico a livello mondiale, fondendo l’acciaio in contenitori di argilla e sviluppando in questo modo la lavorazione dell’acciaio al crogiolo.

Questa rivoluzione nacque da un’esigenza pratica di Huntsman il quale, non accontentandosi di ciò che il mercato offriva, era disperatamente alla ricerca di un acciaio più uniforme, resistente e senza imperfezioni per le molle dei suoi orologi. Così creò per sé ciò di cui aveva bisogno.

Da questo processo Huntsman realizzò un acciaio durissimo e senza impurità che prese poi il nome di “Sheffield Silver Steel” e, inizialmente criticato, divenne uno dei protagonisti della rivoluzione industriale.

Nel 1740 la svolta: Huntsman impiegò questo acciaio anche per le lame dei rasoi, realizzando strumenti molto simili per struttura e forma a quelli moderni. Innovativa per l’epoca fu la ricercatezza dei manici per i quali venivano impiegati materiali pregiati come avorio, osso o corno (ai quali, solo nel secolo successivo, si sarebbe aggiunta la celluloide). I nuovi rasoi trovarono ampio commercio in Francia e in Germania, soprattutto a Solingen, celebre ancora oggi per le sue lame.

In un mondo globalizzato, Sheffield continua comunque ancora a essere considerata la culla della rasatura tradizionale.

Mastri barbieri e appassionati concordano sui molteplici benefici del rasoio a mano libera: la lama, se maneggiata correttamente, garantisce una rasatura impeccabile e senza irritazioni. Nei prossimi numeri tratteremo nel dettaglio i processi richiesti per vivere l’esperienza della rasatura tradizionale, facendo rivivere quella sensazione che fino a qualche decennio fa si poteva trovare soltanto nelle botteghe dei barbieri.

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