Dopo aver analizzato la spalla e i diversi tipi di rever, nel terzo episodio di questa rubrica continuiamo a osservare la costruzione della giacca soffermandoci sulle tasche.
A prima vista potrebbero sembrare un elemento secondario, destinato semplicemente a contenere piccoli oggetti. In realtà, la loro forma, la posizione e il metodo con il quale vengono costruite modificano sensibilmente il carattere della giacca. Una tasca a filetto contribuisce a mantenere il davanti pulito e formale, mentre una tasca applicata rende immediatamente il capo più sportivo. La pattina rappresenta invece una soluzione intermedia e, proprio per questa ragione, è quella più frequentemente utilizzata sugli abiti da città.
Occorre poi distinguere la costruzione della tasca dalla sua posizione. Una tasca può essere a filetto, con pattina oppure applicata, ma può anche essere diritta o inclinata. Allo stesso modo, il taschino sul petto segue regole e proporzioni diverse rispetto alle due tasche inferiori.
Una breve storia delle tasche
Le tasche integrate nell’abbigliamento maschile esistono da diversi secoli. Durante il Settecento erano già cucite all’interno di giacche e gilet e potevano essere evidenziate da ricami molto elaborati. Pur avendo una funzione pratica, dovevano essere utilizzate con attenzione, perché un contenuto eccessivamente voluminoso avrebbe compromesso la linea aderente dell’abito.
Con l’evoluzione dell’abbigliamento maschile, le decorazioni diminuirono e la tasca divenne progressivamente più discreta. Nell’Ottocento si diffusero anche tasche concepite per funzioni specifiche, come quelle destinate a contenere biglietti ferroviari o teatrali. Un cappotto realizzato da Meyer & Mortimer per il principe di Galles, futuro Edoardo VII, presenta proprio una piccola tasca esterna destinata a questo scopo.
Nel Novecento, con la progressiva definizione dell’abito moderno, si consolidarono le principali configurazioni che utilizziamo ancora oggi. La tasca a filetto rimase legata ai capi più formali, quella con pattina divenne il riferimento per l’abito da città e la tasca applicata trovò il proprio ambiente naturale nelle giacche sportive.

La tasca a filetto
La tasca a filetto è ricavata attraverso un’apertura nel tessuto della giacca. Il sacco della tasca rimane all’interno e, all’esterno, sono visibili soltanto due sottili profili di tessuto.
È la soluzione più pulita e formale, perché interrompe il meno possibile la superficie del davanti. Per questa ragione è tradizionalmente utilizzata sullo smoking, sul quale i filetti possono essere realizzati nello stesso raso o gros grain impiegato per rivestire i revers. È inoltre adatta agli abiti scuri da sera, agli abiti da cerimonia e ai completi professionali particolarmente sobri.
La sua formalità dipende comunque dall’insieme della giacca. Due tasche a filetto su un abito blu scuro in lana pettinata conferiscono un aspetto rigoroso. La medesima costruzione su una giacca in lino o in flanella mantiene il davanti pulito, ma non trasforma automaticamente il capo in una giacca formale.
Personalmente considero il filetto la scelta più corretta per lo smoking. Su un normale abito da giorno può essere molto elegante, ma richiede una certa coerenza con il tessuto, con il rever e con la costruzione complessiva.

La tasca con pattina
La tasca con pattina è sostanzialmente una tasca interna coperta da una striscia di tessuto rettangolare. La pattina protegge l’apertura e aggiunge una linea orizzontale sul fianco della giacca.
È la configurazione più versatile e diffusa nell’abito maschile. Può essere utilizzata su un completo professionale, su un abito da giorno, su un blazer oppure su una giacca sportiva. Anderson & Sheppard considera il taschino esterno sul petto, accompagnato da due tasche laterali con pattina, una soluzione classica ed elegante, adatta tanto all’abito formale da lavoro quanto a una giacca più informale.
Dal punto di vista della formalità, si colloca tra il filetto e la tasca applicata. È meno essenziale del primo, ma più composta della seconda. Proprio questa posizione intermedia la rende la scelta più sicura per un primo abito su misura.
La pattina può anche essere inserita all’interno della tasca, lasciando visibili soltanto i filetti. In questo modo la stessa giacca può assumere un aspetto leggermente più formale. È però importante che la pattina venga inserita completamente e non rimanga ripiegata o deformata.
Per un abito blu o grigio destinato al lavoro sceglierei quasi sempre tasche con pattina. Non sono una scelta particolarmente originale, ma risultano corrette in quasi ogni situazione e non impongono al resto dell’abito un carattere troppo marcato.

La tasca applicata
La tasca applicata è formata da un pezzo di tessuto cucito direttamente sulla superficie esterna della giacca. La sua costruzione rimane quindi completamente visibile.
È la più informale tra le tasche tradizionali. Nasce da un principio essenzialmente pratico e trova la propria collocazione naturale sulle giacche sportive, sui blazer, sulle sahariane e sui capi estivi destrutturati. La maggiore evidenza della cucitura e la presenza fisica della tasca rendono il davanti meno rigoroso e più disinvolto.
Una giacca in tweed, lino, hopsack o flanella si presta particolarmente bene alle tasche applicate. Possono essere utilizzate anche su un abito completo, soprattutto quando si desidera separare facilmente la giacca dal pantalone e indossarla come spezzato. In questo caso, però, il completo perde inevitabilmente una parte della propria formalità.
La tasca applicata può essere semplice, arrotondata nella parte inferiore oppure dotata di una pattina. Quest’ultima configurazione accentua ulteriormente il carattere sportivo e funzionale del capo. Anderson & Sheppard la propone, infatti, come possibile soluzione per la giacca sportiva.
Personalmente trovo molto riuscita la giacca monopetto con tre tasche applicate, ma solo se portata in un contesto adatto. È una configurazione coerente per una giacca estiva, per un blazer informale oppure per uno spezzato da fine settimana. Non la sceglierei invece per un abito destinato a contesti professionali particolarmente formali o a una cerimonia.

La tasca a toppa con soffietto
Una variante della tasca applicata è quella con soffietto, chiamata anche tasca a mantice. Presenta una piega laterale o centrale che permette alla tasca di espandersi e di contenere oggetti più voluminosi.
È una costruzione derivata dall’abbigliamento militare, venatorio e da viaggio. Si incontra soprattutto su sahariane, field jacket, giacche da caccia e capi ispirati all’abbigliamento coloniale. La sua funzione è concretamente pratica e non soltanto decorativa.
Il grado di formalità è molto basso. Una tasca a soffietto può essere perfettamente coerente su una giacca da safari in cotone oppure su un capo da campagna, ma risulterebbe fuori luogo su un abito da città. È una di quelle soluzioni che devono mantenere un rapporto credibile con l’origine e con la funzione del capo. La trovo però un alternativa più originale alla classica tasca a toppa su giacche molto sportive.

Le tasche inclinate
Le tasche inferiori possono essere disposte orizzontalmente oppure inclinate. La tasca inclinata viene comunemente definita hacking pocket ed è legata alla tradizione equestre britannica. L’inclinazione rendeva più semplice raggiungere la tasca mentre si era in sella e contribuiva, al tempo stesso, a seguire visivamente la posizione del corpo.
Oggi viene utilizzata anche su abiti e giacche che non hanno alcun rapporto diretto con l’equitazione. Rispetto alla tasca diritta, crea una linea più dinamica e tende a slanciare il busto. Huntsman continua a impiegare tasche oblique con pattina su giacche e cappotti che richiamano la propria tradizione sartoriale.
Non considererei l’inclinazione un diverso tipo di tasca, perché può essere applicata tanto a una tasca con pattina quanto a una a filetto. Si tratta piuttosto di un diverso orientamento.
Su un abito professionale molto sobrio le preferisco in quanto più originali. L’inclinazione dovrebbe comunque rimanere moderata. Quando diventa eccessiva, rischia di trasformarsi in un artificio.

La tasca per il biglietto
La tasca per il biglietto, o ticket pocket, è una piccola tasca collocata sopra quella inferiore destra. Può essere diritta oppure inclinata e generalmente riprende la costruzione delle tasche principali.
La sua origine è funzionale. Durante l’Ottocento, tasche specializzate venivano inserite nei cappotti e nelle giacche maschili per contenere biglietti ferroviari, teatrali o relativi ad altre attività. Con il tempo, la tasca per il biglietto è diventata un dettaglio riconoscibile della sartoria britannica.
Oggi la sua utilità originaria è naturalmente ridotta, ma continua a possedere un preciso significato stilistico. Conferisce alla giacca un carattere più inglese e sartorialmente consapevole. Può essere inserita su un abito da città, soprattutto quando le altre tasche sono con pattina, ma rende il davanti leggermente più ricco e meno essenziale.
Personalmente la apprezzo sulle giacche e sugli abiti di ispirazione britannica e sui cappotti semi formali. Su un monopetto italiano molto pulito oppure su uno smoking la eviterei, perché aggiungerebbe un elemento privo di coerenza con la costruzione generale.

Il taschino sul petto
Il taschino sul petto non dovrebbe essere considerato soltanto come il luogo nel quale inserire la pochette. La sua forma incide sull’equilibrio della parte superiore della giacca e sul rapporto tra petto, rever e spalla.
La configurazione più comune è il taschino a filetto, costituito da una sottile striscia di tessuto. Può essere diritto oppure leggermente inclinato. È una soluzione versatile, adatta tanto all’abito da città quanto alla giacca sportiva.
Nella tradizione sartoriale italiana, e soprattutto in quella napoletana, troviamo il taschino a barchetta. La linea superiore è leggermente curva e sale verso l’esterno, seguendo la forma del petto. La realizzazione corretta richiede precisione, perché la curva non deve sembrare disegnata arbitrariamente, ma deve accompagnare la tridimensionalità della giacca.
Il taschino a barchetta non modifica in modo sostanziale il grado di formalità. È soprattutto un dettaglio sartoriale e stilistico. Può essere utilizzato su un abito elegante, su un doppiopetto oppure su una giacca sportiva, purché la sua forma rimanga proporzionata.
Esiste poi il taschino applicato, frequentemente abbinato a due tasche inferiori dello stesso tipo. Questa configurazione, spesso definita a tre tasche applicate, rende la giacca chiaramente informale. È particolarmente adatta ai blazer estivi, alle giacche destrutturate e agli spezzati.

Rispondi