Dopo l’estate appena passata, non si può che parlare di un orologio che, volenti o nolenti, è stato sicuramente uno dei protagonisti più presenti al polso di molti uomini: il Rolex Submariner. Lo si vede al mare, in barca, in piscina, sotto una camicia di lino, con una polo, con un costume, ma anche sotto il polsino di una camicia più formale e purtoppo anche abbinato alle t-shirt dei maranza. Proprio questa sua capacità di passare da un contesto all’altro è una delle ragioni per cui, nel bene e nel male, il Submariner è diventato molto più di un semplice orologio subacqueo.

Il protagonista di oggi è quindi il Rolex Submariner, uno degli orologi sportivi più riconoscibili del Novecento e, probabilmente, uno dei modelli che più hanno contribuito a portare l’orologio tecnico dentro il guardaroba quotidiano maschile. Non nasce come oggetto da salotto, né come accessorio per l’abito. Nasce come strumento, come orologio pensato per l’immersione, per la leggibilità e per la resistenza. Il punto interessante, però, è che nel tempo è riuscito a mantenere questa origine tecnica senza rimanere confinato al suo utilizzo originario.

Le Origini del Submariner

Il Submariner viene lanciato da Rolex nel 1953 come orologio subacqueo impermeabile fino a 100 metri. Questo dato oggi può sembrare normale, ma all’epoca era tutt’altro che scontato. L’orologio da polso sportivo stava iniziando a diventare un oggetto sempre più specializzato, e il mondo dell’immersione richiedeva strumenti leggibili, robusti e affidabili.

Le prime referenze, tra cui la 6204 e la 6205, sono molto diverse dal Submariner moderno, ma contengono già diversi elementi che avrebbero definito l’identità del modello. La cassa Oyster, il quadrante nero ad alto contrasto, gli indici luminosi, la lunetta girevole graduata e l’impostazione generale molto funzionale sono già presenti. La dimensione era più contenuta rispetto agli standard attuali, l’aspetto era meno massiccio e la grafica del quadrante risultava più pulita, ma l’idea di fondo era già chiara.

Il Submariner non cercava di essere elegante secondo i canoni tradizionali. Non aveva una cassa in oro sottile, non aveva un cinturino in pelle, non aveva un quadrante formale. Era un orologio in acciaio, tecnico, leggibile e costruito per un utilizzo preciso. Proprio questa chiarezza di funzione è stata una delle sue grandi forze.

La forma di un’icona

La lunetta è uno degli elementi centrali. Nel Submariner moderno è unidirezionale, graduata a 60 minuti e dotata di inserto Cerachrom in ceramica. La sua funzione originaria è chiara: permettere al subacqueo di controllare il tempo di immersione. Ma dal punto di vista estetico è anche ciò che dà all’orologio gran parte della sua presenza al polso. La ghiera nera, soprattutto nella versione più classica, incornicia il quadrante e rende il Submariner immediatamente leggibile anche a distanza.

Il quadrante è altrettanto importante. Indici grandi, forme semplici, lancette ampie e forte contrasto tra fondo nero e materiale luminescente. Non c’è una ricerca ornamentale, non c’è un dettaglio aggiunto per sembrare più prezioso. L’impostazione del Submariner è quasi didattica: tutto ciò che si vede ha una funzione. Questa è una delle ragioni per cui il suo disegno ha resistito così bene. Non essendo nato da una moda passeggera, ha avuto meno bisogno di essere corretto nel tempo.

Submariner e Submariner Date

Quando si parla di Submariner, è utile distinguere tra il Submariner senza data e il Submariner Date. La versione senza data è, a mio avviso, quella più pura. Il quadrante rimane perfettamente simmetrico, la cassa ha un’impostazione più vicina all’idea originaria del modello e l’orologio conserva una pulizia grafica superiore.

Il Submariner Date, introdotto nel 1969, aggiunge invece la finestrella della data a ore 3 con lente Cyclope. È una soluzione molto Rolex e devo riconoscere che la data fa comodo in certe situazioni quotidiane, ma va anche a modificare l’equilibrio del quadrante. Non lo rende sbagliato, ovviamente, ma lo rende diverso. Il Submariner Date è forse quello più riconoscibile per il pubblico generale, mentre il Submariner senza data è quello che consiglierei a chi vuole l’essenza del modello.

Il Submariner moderno in acciaio, referenza 124060, ha una cassa da 41 millimetri, esagerati a mio parere. Monta un calibro 3230, impermeabilità fino a 300 metri e riserva di carica di circa 70 ore. La versione Date, come la referenza 126610LN, utilizza invece il calibro 3235 e mantiene la stessa impostazione generale, aggiungendo la data con regolazione rapida. Sono orologi moderni, solidi e molto più tecnici di quanto spesso si percepisca quando li si riduce semplicemente a simboli di status.

Come indossarlo

Il Submariner è probabilmente uno degli orologi più facili da indossare male proprio perché sembra adatto a tutto. In realtà, non lo è. È un orologio sportivo, con una cassa importante, una lunetta evidente e un bracciale in acciaio. Può convivere con l’eleganza classica, ma non deve essere mai confuso con un orologio formale.

D’estate il suo utilizzo è quasi naturale. Con una camicia in lino bianca o azzurra, pantaloni chiari, mocassini da barca o delle friulane ben scelte, il Submariner funziona senza sforzo. Lo stesso vale con un costume sobrio, una polo in spugna, un pantalone in cotone e una camicia portata aperta sopra. In questi contesti, la sua origine marina non appare costruita, ma coerente, soprattutto se poi non ci si limita ad usarlo per l’aperitivo in spiaggia, ma magari lo si utilizza veramente per qualche bella immersione o per della pesca in apnea, come sono solito fare io.

mente riconoscibile da rischiare di apparire scontato. Molti lo scelgono non perché ne comprendano la storia, la costruzione o la funzione, ma perché è immediatamente leggibile come Rolex. Questo, inevitabilmente, gli ha tolto una parte di fascino agli occhi di chi cerca oggetti meno esposti e al contrario lo ha reso un must have per arricchiti calciatori e aspiranti rapper.

Eppure sarebbe ingiusto giudicare il Submariner soltanto attraverso l’uso banale che spesso se ne fa. Se lo si guarda come progetto, resta un orologio estremamente riuscito ed una delle migliori opzioni per la villeggiatura e per le avventure al mare . La proporzione tra cassa, lunetta e quadrante, la leggibilità, la robustezza del bracciale Oyster, il sistema Glidelock, l’impermeabilità a 300 metri e la qualità del movimento ne fanno ancora oggi uno degli sportivi più completi sul mercato.

Il punto, semmai, è indossarlo con misura. Non deve essere il modo più rapido per comunicare disponibilità economica. Deve essere un orologio scelto perché funziona, perché è coerente con il proprio modo di vestire e perché ha una storia tecnica reale. Se diventa soltanto un segnale sociale, perde proprio ciò che lo ha reso interessante.

Oltre l’estate

Settembre è forse il mese giusto per parlarne proprio perché il Submariner, dopo essere stato visto ovunque durante l’estate, torna alla prova più difficile: quella del guardaroba quotidiano. Finita la camicia in lino, finito il costume, finita la barca, bisogna capire se regge anche con una giacca, con un cappotto, con una camicia più strutturata e con una mise cittadina.

La risposta è sì, ma con criterio e non sempre. Il Submariner può accompagnare benissimo un uomo elegante, purché non venga forzato in contesti che non gli appartengono. È un orologio sportivo di lusso, non un orologio da sera. Non ha bisogno di essere nobilitato da abbinamenti troppo formali, perché la sua forza sta proprio nell’essere nato come strumento.

Può star bene abbinato ad un maglione a trecce navy, una camicia in denim, un pantalone in cotone ed un Barbour, un 4 ganci Fay o una Field Jacket, per una passeggiata fuori città o sul lago. Può perfino stare bene in montagna con un jeans ed un piumino, ma di certo non lo porterei per una riunione importante in ufficio a Milano. 

Per questo rimane uno degli orologi più importanti da comprendere. Non necessariamente il più originale da scegliere oggi, non necessariamente il più raro, non necessariamente il più raffinato in senso sartoriale. Ma certamente uno dei più influenti. 

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