Il Contesto… Formale

Matrimoni, Cavalli  e Cene di Gala

Gli abiti di società e il valore dell’orario

Nel corso dei precedenti episodi di questa rubrica abbiamo affrontato contesti sportivi, informali e semi formali. Questo mese arriviamo finalmente al gradino più alto della scala: i contesti più formali.

Parleremo quindi di matrimoni particolarmente solenni, ricevimenti mondani, corse di cavalli e cene di gala, più in breve, avendone già trattato in un altro articolo. Non affronteremo le cerimonie istituzionali, militari o diplomatiche, che seguono protocolli specifici, ma quelle occasioni sociali nelle quali l’eleganza maschile conserva ancora le sue regole più rigorose.

Proprio in questo campo si commettono spesso gli errori peggiori. Si pensa che un abito molto costoso, una cravatta vistosa o uno smoking particolarmente originale siano sufficienti per risultare eleganti. In realtà, quando il contesto diventa davvero formale, la libertà individuale si riduce e assume maggiore importanza la correttezza.

Si perché se è vero che io stesso sono un promotore della sprezzatura e dell’errore con stile, non dobbiamo dimenticare che l’errore può essere a volte mancanza di rispetto, dunque più aumenta la formalità del contesto e più si stringe la “coperta” della sprezzatura lecita e occorre essere più rigorosi nel rispetto delle regole.

Gli abiti di società tradizionali sono essenzialmente tre: il tight per il giorno, lo smoking per la sera e il frac per le occasioni serali di massima solennità. Non sono intercambiabili e, soprattutto, non possono essere scelti ignorando l’orario.

Il giorno: il Tight

Il tight, chiamato nel mondo anglosassone morning dress, è il più formale degli abiti da giorno. Nasce come evoluzione ottocentesca della redingote e si riconosce immediatamente per la giacca monopetto, corta davanti e caratterizzata dalle lunghe falde posteriori arrotondate.

La versione più classica prevede una giacca nera o grigio antracite, pantaloni grigi a righe nere, detti striped trousers, e un panciotto grigio chiaro, crema o color camoscio. Esiste anche il morning suit interamente grigio, particolarmente adatto alle occasioni estive e alle corse ippiche, ma leggermente meno solenne rispetto alla combinazione con giacca scura.

La camicia deve essere bianca oppure con il corpo rigato e il colletto bianco a contrasto. Il collo può essere all’italiana o alla francese, purché abbastanza rigido da sostenere correttamente la cravatta. Personalmente eviterei il collo diplomatico, ormai legato soprattutto al frac e, in alcune interpretazioni, allo smoking.

La cravatta deve essere in seta, preferibilmente grigia, argento, azzurra o comunque caratterizzata da una fantasia minuta e poco vistosa. Il plastron può trovare posto in alcune tradizioni matrimoniali, ma lo considero una soluzione più delicata e meno universale della normale cravatta, io la sconsiglio.

Ai piedi non ci sono dubbi: Oxford nere, lisce e perfettamente lucidate. Sono da escludere i mocassini, le scarpe marroni e i modelli con decorazioni eccessive. Le calze devono essere lunghe e nere o grigio scuro.

Il tight si indossa nelle occasioni formali che si svolgono durante il giorno, tradizionalmente prima delle ore 18. L’orario, tuttavia, non deve essere interpretato con eccessiva meccanicità. Conta soprattutto il momento nel quale ha inizio l’evento e il codice indicato sull’invito.

Il matrimonio formale

In Italia il tight è associato principalmente ai matrimoni più solenni. Non significa, però, che ogni invitato possa decidere autonomamente di indossarlo. Deve essere lo sposo a stabilire il grado di formalità e, normalmente, se lo sposo indossa il tight, lo indosseranno anche i testimoni, i padri degli sposi e gli altri uomini espressamente coinvolti.

Io personalmente, a chi sta organizzando il proprio matrimonio e non sa cosa indossare consiglio vivamente di riscoprire il romanticismo della tradizione con il tight.

Un invitato non dovrebbe presentarsi in tight quando lo sposo ha scelto un normale abito scuro. Sarebbe formalmente incoerente e rischierebbe di mettere l’ospite più in evidenza del protagonista della giornata.

Quando il dress code non richiede il tight, la scelta corretta per un matrimonio formale diurno rimane l’abito completo. Personalmente opterei per un monopetto o un doppiopetto blu navy o grigio medio, in fresco di lana, pettinato o flanella leggera a seconda della stagione. La camicia sarà bianca, la cravatta in seta e le scarpe Oxford nere.

Per quanto riguarda il taglio, sceglierei una giacca abbastanza strutturata, con revers abbondanti, tasche a filetto e pantaloni a vita alta, con una o due pinces. Eviterei invece tessuti lucidi, gilet a contrasto dai colori accesi e papillon indossati con un normale completo da giorno.

Se il matrimonio si svolge la sera e l’invito prescrive il black tie, lo smoking diventa naturalmente la scelta corretta, ma solo in queste rare occasioni. Non basta però che la cena inizi dopo il tramonto: lo smoking deve essere richiesto o chiaramente coerente con il livello dell’evento.

Cavalli e mondanità: il Royal Ascot uno su tutti

Le corse ippiche rappresentano uno dei pochi contesti nei quali l’abito formale da giorno continua ad avere una presenza concreta. L’esempio più celebre è naturalmente il Royal Ascot, dove il dress code cambia a seconda del settore al quale si accede.

Nella Royal Enclosure, la zona più formale dell’ippodromo, agli uomini è richiesto il morning dress. Il regolamento ammette attualmente tight in tessuti nero, grigio o blu navy, accompagnati da panciotto, cravatta, cilindro nero o grigio e scarpe formali nere. Il cilindro può essere tolto all’interno dei ristoranti, delle terrazze private, dei palchi e degli altri ambienti chiusi indicati dal regolamento.

Personalmente, pur essendo ammesso anche il blu navy, per il Royal Ascot continuerei a preferire la combinazione più tradizionale: giacca da tight grigio antracite, pantaloni a righe, panciotto grigio chiaro e cilindro nero. Il fazzoletto da taschino sarà bianco e piegato a filetto, mentre un fiore all’occhiello può essere concesso, e gradevole a mio parere, purché non trasformi l’insieme in un esercizio di eccentricità.

Bisogna inoltre ricordare che Ascot non è semplicemente un’occasione per vestirsi in modo appariscente. Nella Royal Enclosure l’abbigliamento è ancora regolato da norme precise. La personalità deve quindi emergere attraverso particolari misurati, come il colore del panciotto equilibrato ma non banale, la micro fantasia della cravatta o un discreto fermacravatta, non attraverso cilindri stravaganti, tessuti sgargianti o accessori caricaturali.

La sera: lo Smoking

Superate idealmente le ore 18, il tight lascia spazio all’abito da sera. Per la maggior parte degli eventi mondani formali, lo standard è il black tie, cioè lo smoking.

Lo smoking classico può essere nero o blu notte. Personalmente preferisco il nero, soprattutto sotto la luce artificiale, poiché mantiene una maggiore profondità cromatica.

La giacca può essere monopetto oppure doppiopetto. Nel primo caso deve avere un solo bottone e può essere accompagnata da una fascia in vita, la fusciacca, oppure da un panciotto basso. Nel secondo caso questi elementi non sono obbligatori, anche se la fusciacca la consiglio ugualmente, perché la giacca dovrebbe rimanere abbottonata.

I revers devono essere a lancia oppure a scialle, rivestiti in seta, raso della medesima tonalità della giacca. Il rever a dente, sebbene oggi sia frequente negli smoking commerciali, rimane una soluzione meno formale e, personalmente, lo eviterei.

I pantaloni devono essere realizzati nello stesso tessuto della giacca e presentare una singola banda di seta lungo la gamba detta gallone. Non devono avere risvolti e non si indossano per nessun motivo con la cintura. La vita viene sostenuta da bretelle in seta bianche, nere o blu notte, che rimangono nascoste sotto la giacca.

La camicia corretta è bianca, con pettorina liscia, plissettata oppure in piqué Marcella. I polsini sono doppi e chiusi con gemelli. Il papillon deve essere nero, in una seta coerente con quella dei revers, e rigorosamente annodato a mano. Questo dettaglio non deve essere sottovalutato poiché fa la differenza tra un signore ed un parvenu.

Anche in questo caso, le calzature sono nere. La scelta più rigorosa è rappresentata dalle décolleté da uomo in vernice dette opera pump, ma delle Oxford nere in vernice o in vitello lucidissimo sono più semplici da portare e perfettamente corrette.

Il fazzoletto da taschino sarà bianco, in lino o seta, senza fantasie vistose. L’orologio, se presente, dovrà essere sottile, discreto e con cinturino nero in pelle, come potrebbe essere un Cartier Tank o un Patek Philippe Golden Ellips.

La Giacca Bianca

Durante l’estate o in località dal clima caldo, lo smoking può prevedere una dinner jacket bianca o, più correttamente, color avorio. Si tratta di una soluzione adatta alle serate in località marittime, ai ricevimenti su grandi yacht, ai circoli esclusivi e alle cene formali nei resort.

È una mise che trovo particolarmente elegante, ma deve essere sostenuta dal luogo e dalla stagione. Indossare una dinner jacket avorio durante una normale cena formale autunnale a Milano apparirebbe fuori contesto, mentre in una serata estiva a Capri o sulla Costa Azzurra sarebbe perfettamente naturale.

Sua Maestà… il Frac

Al di sopra dello smoking troviamo il frac, corrispondente al dress code white tie. Oggi è raro e riservato alle occasioni di massima formalità, come alcuni balli, banchetti di Stato, ricevimenti di corte e serate espressamente indicate nell’invito.

Il frac non deve mai essere indossato per iniziativa personale a una normale cena di gala. Se l’invito riporta la dicitura black tie, presentarsi in frac non significa essere più eleganti, ma aver sbagliato abito.

La giacca è nera, corta davanti e dotata di due falde posteriori. Rimane sempre aperta e viene abbinata a pantaloni neri con doppia banda laterale in seta. Il panciotto è bianco, basso e in piqué Marcella, così come il papillon, rigorosamente bianco.

La camicia presenta una pettorina rigida in piqué, polsini singoli e collo diplomatico. Ai piedi si indossano décolleté da uomo in vernice oppure Oxford nere estremamente semplici. Con il frac non indosserei un orologio da polso. Se proprio si desidera controllare l’ora, la soluzione tradizionale rimane l’orologio da tasca.

Sono ammessi guanti bianchi, una sciarpa da sera in seta panna e, come soprabito, un Chesterfield scuro oppure una cappa da sera. Naturalmente, decorazioni e ordini cavallereschi possono essere portati soltanto da chi ne abbia realmente diritto e quando il tipo di evento lo preveda.

La formalità non ammette improvvisazioni

Negli eventi più formali, il segreto non è distinguersi a tutti i costi. È conoscere il proprio ruolo, leggere correttamente l’invito e rispettare l’orario.

Il tight non è uno smoking da giorno, così come lo smoking non è semplicemente un abito nero con il papillon. Il frac, infine, non è una versione più teatrale dello smoking, ma un abito di società con regole proprie e destinato a occasioni molto rare.

Personalmente trovo che proprio questa riduzione della libertà renda gli abiti di società così affascinanti. Quando colori, tagli e accessori sono sottoposti a regole precise, la differenza non viene più creata dall’eccentricità, ma dalla qualità del tessuto, dalla correttezza delle proporzioni e dal modo naturale con cui si indossa l’insieme.

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