Con questo articolo iniziamo una breve rubrica dedicata alla costruzione della giacca, un tema che può sembrare tecnico, quasi da addetti ai lavori, ma che in realtà riguarda chiunque voglia capire davvero perché una giacca cada bene, perché una figura appare più composta, più leggera, più autorevole o più naturale. Comprendere ciò è fondamentale per un gentiluomo, per riuscire a scegliere, con coscienza, la tipologia di costruzione più adatta a lui quando andrà dal suo sarto per la realizzazione dei propri abiti.

Spesso si parla di giacca napoletana, romana, milanese o inglese come se fossero categorie rigide. In realtà bisogna fare attenzione. Ogni sartoria ha la propria mano, ogni cliente ha il proprio corpo e ogni capo nasce da compromessi precisi. Però alcune differenze esistono, sono leggibili, e aiutano molto a capire cosa stiamo guardando.

La spalla napoletana

La spalla napoletana è probabilmente la più nota al grande pubblico sartoriale contemporaneo. È leggera, morbida, spesso poco o per nulla imbottita. Segue maggiormente la linea naturale del corpo e tende a non costruire eccessivamente la figura. La sua espressione più riconoscibile è la cosiddetta spalla a camicia, o spalla camicia, in cui la manica viene montata in modo simile a quello di una camicia, con una sensazione più naturale e meno rigida.

In alcuni casi si nota anche quella piccola increspatura o arriccio, sul giro manica che molti chiamano manica a mappina. Non va letta come un difetto, ma come una scelta di costruzione. È un dettaglio che comunica mano artigianale, morbidezza, libertà di movimento e una certa disinvoltura.

Il punto forte della spalla napoletana è proprio questo: rende la giacca meno formale, più vissuta, più facile da portare anche in contesti non strettamente istituzionali. Su un blazer estivo, su una giacca sfoderata, su un tessuto leggero, può essere splendida. Ha però anche un limite, almeno secondo me: su alcune fisicità rischia di non dare abbastanza presenza. Se la persona ha spalle cadenti, poco petto o una postura non particolarmente forte, una spalla troppo morbida può accompagnare il difetto invece di correggerlo.

È una spalla bellissima quando il corpo la sostiene, oppure quando si vuole dichiaratamente una giacca più rilassata. Meno convincente, a mio parere, quando si cerca un’eleganza urbana, composta, autorevole.

photo by Teodori Brothers Roma… un ottimo esempio di sartoria Romana

La spalla romana

La spalla romana si colloca su un registro diverso. È più costruita, più pulita, più controllata. Rispetto alla napoletana ha generalmente più struttura e una linea meno morbida. Non cerca tanto la naturalezza rilassata, quanto una figura più composta e più importante.

Si sente, in parte, l’influenza inglese. La spalla romana tende a dare più presenza al busto, costruisce meglio la silhouette e lavora con maggiore decisione sul rapporto tra spalla, petto e vita. È una spalla che può risultare molto elegante su un abito formale, su un doppiopetto o su una giacca pensata per ambienti professionali e istituzionali.

Il rischio, se mal dosata, è quello di diventare un po’ severa. Una spalla troppo costruita può irrigidire il capo, soprattutto se il tessuto non aiuta o se il taglio generale non è equilibrato. Però quando è fatta bene ha un pregio enorme: dà ordine. Non cerca l’effetto rilassato della sartoria napoletana, ma una compostezza più architettonica.

È una spalla adatta a chi vuole una giacca con più carattere, ma senza arrivare necessariamente alla struttura piena della tradizione inglese.

La spalla milanese

Arriviamo alla spalla che personalmente preferisco: la spalla milanese.

La trovo la più equilibrata, soprattutto per un uso costante della giacca classica, perfetta per il mio stile che, preferisce sdrammatizzare capi strutturati che partire da capi destrutturati. Questa infatti, ha una sua struttura, ma non è pesante. Disegna la figura senza forzarla troppo. In molti casi è leggermente più estesa rispetto alla spalla naturale, ma lo fa con misura, senza cercare effetti teatrali.

La scuola milanese, soprattutto nel riferimento Caraceni, ha sempre avuto questa capacità di costruire senza appesantire. La giacca milanese non vuole sembrare molle, ma nemmeno rigida. Ha una linea cittadina, borghese nel senso migliore del termine, adatta all’abito, al blazer, al doppiopetto e anche allo spezzato più composto.

A mio parere è la spalla più intelligente per chi ama l’eleganza classica e vuole viverla in ogni situazione. È più formale della napoletana, meno militare dell’inglese, meno marcata di alcune interpretazioni romane. Corregge, sostiene, ordina. Non grida la propria costruzione.

Una buona spalla milanese allarga leggermente dove serve, accompagna il collo, tiene pulito il petto e permette alla manica di cadere con precisione. È una spalla che comunica cura del dettaglio.

La spalla inglese

La spalla inglese tradizionale è un altro mondo. Qui la costruzione è più evidente. Si lavora spesso con imbottitura, tele più presenti, petto più strutturato e, in molti casi, con un rollino più marcato sul punto in cui la manica incontra la spalla.

Il risultato è una figura più forte. La giacca inglese costruisce l’uomo, o almeno questa è la sua intenzione. Allarga, sostiene, raddrizza, dà presenza. È una spalla che nasce per un’idea di abito più formale, più istituzionale, più legata alla tradizione di Savile Row e a un certo modo britannico di intendere l’autorità dell’abito.

Non va però ridotta alla caricatura della giacca rigida. Esistono anche scuole inglesi più morbide, come quella del drape cut, dove la costruzione rimane, ma il petto e la spalla hanno più movimento. Detto questo, nell’immaginario classico la spalla inglese resta quella più strutturata tra quelle che stiamo confrontando.

È molto efficace su fisici minuti o su chi vuole acquistare presenza. Può invece risultare eccessiva su corpi già importanti, oppure in contesti dove una giacca troppo costruita rischia di sembrare fuori tono.

Quale spalla scegliere?

Non esiste una risposta unica. La spalla va scelta sul corpo, sul contesto e sul tipo di eleganza che si vuole comunicare, insomma la spalla è una delle scelte che va a comporre il vostro stile.

La spalla napoletana è morbida, naturale, rilassata. Funziona bene quando si cerca leggerezza e disinvoltura. La romana è più costruita, più solida, più autorevole. La milanese, per me, è il miglior punto di equilibrio tra struttura e misura. L’inglese è la più formale, la più costruita, la più capace di trasformare fisicamente la figura.

La cosa importante è non scegliere una spalla solo perché è di moda o perché appartiene a una scuola famosa. La giacca deve stare addosso a chi la indossa, non a un’idea astratta di stile. Una spalla napoletana può essere meravigliosa su un uomo e sbagliata su un altro. Una spalla inglese può dare grande autorevolezza oppure sembrare eccessiva. Una milanese può essere perfetta se si cerca ordine, ma può risultare troppo controllata per chi ama una giacca più morbida.

E forse è anche il motivo per cui, quando si prova un abito, bisognerebbe guardare prima lì. Prima del tessuto, prima dei bottoni, prima delle tasche. La spalla dice subito se la giacca ha un rapporto corretto con il corpo. Tutto il resto viene dopo.

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