In questo momento, mentre sto scrivendo, posso scorgere nitidamente l’estate che sopraggiunge, fuori ci sono circa 33 gradi, ed alcuni uomini iniziano a convincersi che eleganza e caldo siano due concetti incompatibili. Appena le temperature salgono, spariscono giacche, cravatte e pantaloni sartoriali, sostituiti da polo e pantaloncini.

Eppure, il vero problema non è l’abito in sé. Il problema è scegliere l’abito sbagliato.

Anzi, vi dirò di più: negli ultimi anni ho imparato che un completo realizzato nel modo corretto può risultare molto più fresco e confortevole di tanti outfit apparentemente casual. Basta conoscere alcuni accorgimenti fondamentali. Non servono rivoluzioni, né compromessi sul piano dell’eleganza. Serve semplicemente la cultura del vestire.

Per questo oggi voglio condividere tre consigli che personalmente considero fondamentali per affrontare il caldo restando impeccabili, soprattutto in un contesto business semi formale.

1. Scegliere i tessuti giusti

Partiamo dall’aspetto più importante: il tessuto.

Molti uomini acquistano abiti estivi pensando esclusivamente al peso della stoffa, quando in realtà ciò che conta davvero è la capacità del tessuto di respirare e favorire la circolazione dell’aria.

Per quanto mi riguarda, in estate difficilmente rinuncio al fresco lana. Trovo sia uno dei migliori alleati dell’uomo elegante: mantiene ordine, cade bene sul corpo e, soprattutto, lascia respirare molto più di quanto si creda. Ancora meglio se si parla di frescolana aperti e leggermente mossi, perfetti per il business quotidiano.

Anche i misti lana-lino rappresentano una soluzione straordinaria. Hanno quella meravigliosa capacità di unire la compostezza della lana alla freschezza e alla texture irregolare del lino. Il risultato è un abito elegante ma vivo, meno rigido e molto più estivo.

Per i blazer, invece, continuo a considerare la hopsack una delle armature migliori in assoluto. La sua trama aperta favorisce enormemente la traspirazione e rende la giacca molto più portabile anche nelle giornate più afose.

E poi c’è la questione cravatta, troppo spesso sottovalutata.

Molti pensano che la seta liscia sia automaticamente la scelta più elegante anche d’estate. Personalmente, non sono d’accordo. Trovo molto più confortevoli e interessanti le cravatte in lana leggera, grenadine oppure le classiche tricot 7 pieghe in maglia di seta, che risultano più ariose, meno rigide e decisamente più adatte alla stagione calda.

2. La costruzione dell’abito conta più di quanto si pensi

Questo è probabilmente il punto più sottovalutato in assoluto.

Si parla spesso di tessuti, ma quasi mai della costruzione dell’abito. Eppure è proprio lì che si gioca gran parte del comfort estivo.

Io, ad esempio, in estate scelgo quasi esclusivamente giacche sfoderate o semi-sfoderate. Una fodera pesante blocca la traspirazione e trasforma la giacca in una sorta di sauna portatile. Una costruzione più leggera, invece, permette all’aria di circolare naturalmente.

Lo stesso discorso vale per le proporzioni.

Negli ultimi anni si è diffusa questa ossessione per gli abiti estremamente aderenti, con pantaloni strettissimi e giacche tirate come guanti in lattice. Oltre a risultare poco eleganti, sono tremendamente scomodi con il caldo.

Un pantalone con una gamba leggermente più ampia, magari con fondo largo e pinces profonde, non è soltanto più classico esteticamente: è anche enormemente più fresco. L’aria circola meglio e il tessuto non resta costantemente appiccicato alla pelle.

Anche la giacca dovrebbe seguire questa filosofia. Non significa vestirsi largo o trasandato, ma lasciare qualche centimetro di agio nei punti giusti. È proprio quell’equilibrio tra struttura e morbidezza che rende certi abiti sartoriali infinitamente più confortevoli rispetto a tanti completi moderni slim.

E vi assicuro che, quando tessuti e costruzione lavorano insieme nel modo corretto, la differenza si percepisce immediatamente.

3. Colori chiari e fantasie leggere

Infine, il colore.

Molti uomini continuano a vestirsi in pieno luglio come fossero a gennaio: blu notte pesantissimi, grigi antracite austeri e tessuti scurissimi che assorbono ogni raggio di sole possibile.

L’estate, invece, è il momento perfetto per introdurre tonalità più luminose e rilassate, senza perdere eleganza. Un abito color kaki, beige oppure grigio sabbia può risultare straordinariamente raffinato se realizzato con buoni tessuti e proporzioni corrette.

Lo stesso vale per i principe di Galles chiari, magari nei toni del grigio freddo o del panna sporco, che trovo perfetti per il business estivo perché mantengono formalità ma alleggeriscono enormemente l’impatto visivo.

Anche il classico blazer blu può diventare più estivo scegliendolo in una tonalità leggermente più chiara e abbinarlo, ad esempio, a un pantalone grigio tortora o beige caldo.

Sono piccoli dettagli, ma fanno una differenza enorme.

Due esempi di mise estive che personalmente trovo perfette

La prima è una combinazione che considero quasi infallibile per il business quotidiano estivo: pantalone grigio tortora in frescolana, vita alta con doppia pinces profonda e fondo largo con risvolto sartoriale, camicia in cotone fine a righe blu con collo all’italiana e cravatta regimental blu e rossa sfoderata. Sopra, un blazer monopetto blu in hopsack. Un insieme fresco, estremamente portabile e con quella giusta dose di sprezzatura che personalmente amo molto.

La seconda, invece, è leggermente più formale ma altrettanto estiva: abito principe di Galles grigio chiaro in lana-lino, con pantaloni costruiti anch’essi con vita alta, doppia pinces e fondo ampio, abbinato a una camicia bianca con collo francese ampio e una cravatta tricot blu sfoderata. Un look che trovo perfetto per una riunione importante o per una giornata lavorativa elegante senza apparire eccessivamente rigidi.

Perché sì, vestirsi bene d’estate è assolutamente possibile. Basta smettere di inseguire la moda ultra slim e ricominciare a ragionare come facevano certi uomini eleganti del passato: scegliendo materiali, costruzioni e proporzioni pensate davvero per essere vissute.

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