Buongiorno a tutti ben tornati
Ci eravamo lasciati parlando di come si tingono le varie fibre chimiche. Cominciamo con il dire che in generale questo tipo di fibre sono idrofobe. Questo le rende ampiamente utilizzate in tessuti per abbigliamento sportivo e attrezzature per attività all’aperto. I tessuti idrofobici sono in grado di respingere l’acqua e asciugarsi rapidamente, rendendo i capi leggeri e confortevoli da indossare durante l’attività fisica.
Inoltre dato l’alto grado di acetilazione sia l’acetato e a maggior ragione anche il triacetato sono idrofobi, quindi tingibili al pari delle fibre sintetiche con i coloranti dispersi; bisogna anche dire che alcune di queste fibre chimiche possono anche essere tinte con altre classi di coloranti e questo fondamentalmente è dovuto alla presenza di caratteristici gruppi funzionali, sono un esempio la tintura con coloranti premetallizati del nylon o la tintura del acrilico con coloranti cationici.
Abbiamo di fatto introdotto i coloranti dispersi, che in acqua formano una dispersione come si intuisce, dispersione voluta dal fatto che la prima regola di questi coloranti è la totale assenza di gruppi idrofili, che favorirebbero la soluzione del colorante, devono inoltre avere basso peso molecolare che permetta loro di diffondersi anche nelle zone più cristalline della fibra.
In pratica, come si accennava nel numero precedente, quando si raggiunge la temperatura di transizione vetrosa allora un colorante con le caratteristiche appena menzionato sarà in grado di tingere la fibre dove troverà una sorta di solubilizzazione all’interno della stessa, poi raffreddando il colorante resterà intrappolato garantendo ottime solidità a umido.
Solidità che per i toni scuri solitamente vengono migliorate con lo stripping dei bagni di tintura direttamente con l’aggiunta soda caustica e idrosolfito prima della scarica degli stessi, in queste condizioni vengono distrutti i sistemi di doppi legami coniugati che stanno alla base delle proprietà cromatiche del colorante; diversamente il colorante all’interno della fibra non viene in contatto con il bagno alcalino riducente lasciando il tono inalterato.
Principalmente abbiamo tre tipi di strutture chimiche alla basa dei coloranti dispersi, di tipo azoico (specialmente monoazoico) di cui vediamo nello schema riportato di seguito come al variare dei sostituenti avremo una variazione nei toni.

Avremo poi i derivati dell’antrachinone e i derivati della difenilammina…

Lascia un commento