Aprire il 2026 con un nuovo episodio della nostra rubrica “Lo Stile di…” significa, come sempre, scegliere una figura capace di raccontare qualcosa di originale attraverso il proprio modo di vestire. Per inaugurare il nuovo anno abbiamo scelto un personaggio che, pur essendo noto soprattutto per la sua penna affilata e per un temperamento spesso considerato divisivo, nasconde un approccio all’eleganza sorprendentemente rigoroso: Vittorio Feltri.

Se il suo nome non è generalmente associato al mondo della sartoria o dell’estetica classica maschile, osservare con attenzione le sue scelte di stile rivela un gusto solido, coerente e spesso sottovalutato. Un’eleganza mai ostentata, ma profondamente radicata nel linguaggio dell’uomo di un’altra epoca, quello che considera il vestire come forma di disciplina personale prima ancora che di rappresentazione.

Gli abiti: tagli classici

L’abito indossato da Feltri è quasi sempre una dichiarazione di fedeltà al classico.
Le giacche presentano linee asciutte, con spalle ben strutturate ma mai rigide, una costruzione che rimanda alle scuole sartoriali del Nord Italia: forma pulita, proporzioni misurate, zero compromessi sulla funzionalità.

La lunghezza della giacca è tradizionale, mai accorciata dalle tendenze contemporanee, quasi sempre monopetto tre bottoni, mentre il pantalone mantiene un taglio lineare, spesso con una piega netta che conferisce verticalità alla figura. È uno stile che non rincorre la moda.

Per quanto riguarda i tessuti le scelte sono sempre classiche, spezzati con giacche di tweed, alternati a flanelle per l’inverno e Hopsack blu navy nei blazer estivi. Tinta unita? si ma non sempre, spesso capita di vederlo con gessati marcati e splendidi principe di galles per spezzare la monotonia.

Un altra nota di merito va ai soprabiti, sempre dal taglio molto classico e strutturato, come ad esempio il doppiopetto cammello o il suo amato Loden verde.

Le camicie: rigore e continuità

Anche le camicie rispecchiano la sua visione. Feltri predilige colletti classici ed a volte un po’ desueti, come ad esempio gli splendidi colletti appuntati o anche i vintage club collar. In ogni caso raramente adotta colletti troppo aperti particolarmente moderni.

I tessuti spesso in sono una gamma che oscilla tra l’azzurro chiaro e il bianco, ogni tanto a righe o a quadretti, a volte con collo e polsi a contrasto.

La camicia per Feltri è parte integrante dell’uniforme quotidiana dell’uomo che lavora e che non intende trasformare ogni uscita in un’esibizione.

Le cravatte: sobrietà consapevole

È forse sulla cravatta che emerge il tratto più evidente del suo stile: pattern sobri, spesso microdisegni, regimental poco contrastate o tinte unite materiche.

Le annoda con semplicità, privilegiando nodi piccoli e compatti, coerenti con il rigore complessivo del look. Non è raro in oltre, vederlo fare sfoggio di papillon, sempre a fantasie sobrie e ben armonizzate con il resto della mise. 

È la scelta di chi conosce bene le regole dell’eleganza classica, e sa che una cravatta non deve parlare più dell’uomo che la indossa.

«Con questo articolo, per una volta, abbiamo voluto dare attenzione allo stile, spesso ignorato, di un uomo che dice cose così forti da spingere molti ad ascoltarlo, ma pochi a guardarlo.»

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