Il caso del Turchese Solido (Parte III)

Starete pensando. Ma come! Tre numeri dedicati a quella che in fondo è solo una tintura e di una sola tonalità potrebbe sembrare esagerato e forse anche un po’noioso.

Beh se si fa un piccolo sforzo d’immaginazione si capisce che la potenzialità di questa tintura va oltre al turchese, infatti il filato cellulosico così tinto può essere riportato in condizioni tipiche dei leuco derivati delle tinture indanthren senza presentare alcun problemi, e può quindi essere nuanzato più o meno intensamente con altri colorati al tino dando delle tonalità etichettabili come indanthren ma non ottenibili altrimenti.

In pratica avremo delle doppie tinture con solidità eccezionali e toni unici; e secondo voi quali saranno i coloranti al tino più idonei per queste doppie tinture? Per idonei non si intende da un punto di vista tintoriale, avrete capito che sono tutti idonei, ma da un punto di vista colorimetrico.

Ciò significa che dovrò usare una ristretta gamma di coloranti il più possibile brillanti, un esempio è nuanzare con il verde brillante al tino FFB per ottenere delle varianti di smeraldi più o meno intense.

Ma vediamo finalmente i punti salienti di questa lavorazione; per quanto riguarda le fibre cellulosiche dopo una purga energica, il materiale deve essere trattato con Ftlofix FN un prodotto speciale che consente al colorante Ftalogen K di legarsi alla fibra, nei successivi lavaggi post tintura questo prodotto verrà eliminato quasi completamente; la quantità di questo derivato dello stilbene (alla base di molti ottici) va calcolata in funzione della percentuale di colorante in un rapporto che dovrò essere:

  • Ftalogen K 1,00%
  • Ftalofix FN 0,60%

Indipendentemente dalle % e dal rapporto bagno andrà poi aggiunta una quantità di solfato di sodio anidro 10 g/l in due volte a caldo; ma la cosa più difficile da affrontare è la preparazione della soluzione di colorante da aggiungere al bagno di tintura, quest’ultimo andrà preparato a freddo con un pH intorno a 4 per acido acetico 80%; precedentemente in un contenitore perfettamente asciutto e sotto agitazione manuale mediante agitatore anch’esso asciugato si peserà il colorante ftalogen K, per ogni Kg. di colore o frazioni di Kg.

Aggiungeremo una pari quantità in peso di glicole dietilenico il più possibile puro e si impasterà accuratamente; una volta ottenuto un impasto omogeneo si aggiunge una seconda parte di glicole pari alla precedente e solo arrivati a questo punto si aggiungerà l’acido acetico glaciale (meglio se puro per analisi) in rapporto di 5 L di acido per Kg di colore.

L’assenza di acqua è fondamentale nella preparazione della soluzione concentrata, infatti anche piccole quantità vanno a compromettere la resa finale della tintura; un altro aspetto da non sottovalutare è dato dal fatto che l’acido acetico glaciale solidifica a 16,6°C, bisogna quindi tenerne conto nei mesi più freddi prima di trovare delle brutte sorprese.

Inoltre la soluzione va lasciata riposare una mezz’ora prima di essere aggiunta al bagno di tintura (in più volte), ma non essendo stabile va consumata entro un paio d’ore.

Una volta aggiunta la soluzione concentrata si tinge a freddo per 30/40 minuti e si risciacqua sempre a freddo, anche in questo caso bisogna fare molta attenzione a non eccedere nei tempi indicati, data la limitata stabilità dei bagni di tintura.

Per la formazione dell’colorante vero e proprio il materiale (che arrivati a questo punto deve presentare un tono verde giallo) viene sottoposto a un trattamento riduttivo con soda caustica e idrosolfito e partendo da freddo viene scaldato alla temperatura di 80°C il più velocemente possibile.

Ma non è ancora finita, infatti se si vuole conferire quella brillantezza tipica di questi coloranti è necessario un acidaggio a 60°C con 4 g/l di cloridrico conc. Seguito da un energica saponatura, per migliorare le solidità allo sfregamento.

Tutto questo non sarebbe possibile se, come spiegato alla fine dello scorso numero non si fosse trovato un disperdente con caratteristiche analoghe all’ausiliario previsto in origine da Bayer.

Nella speranza che non vi siate troppo annoiati, ma per chi non conosceva questa lavorazione penso sia stato un percorso molto interessante.

Grazie a tutti e alla prossima…

Lascia un commento

Scopri di più da True Class Italia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere