
Nel linguaggio della sartoria classica, pochi tessuti evocano autorevolezza, rigore e stile come il gessato. Le sue sottili righe verticali, regolari e sobrie, raccontano una storia fatta di potere, status e gusto senza tempo. Ma come nasce questo simbolo intramontabile del guardaroba maschile? E che ruolo ha oggi nell’eleganza contemporanea?
Dalle origini all’affermazione borghese
Il tessuto gessato – o pinstripe nella tradizione anglosassone – affonda le sue radici nell’Inghilterra vittoriana della seconda metà dell’Ottocento. Originariamente, le righe sottili servivano a distinguere le diverse banche e istituzioni finanziarie della City di Londra: ogni banca aveva la propria variazione unica del gessato, come un marchio d’identità. I dipendenti indossavano completi realizzati con queste stoffe non tanto per moda, quanto per appartenenza.
Ma fu nel corso del Novecento, in particolare negli anni ’20 e ’30, che il gessato uscì dalle austere stanze degli istituti finanziari per imporsi come simbolo dell’uomo d’affari. Gli Stati Uniti ne furono il palcoscenico ideale: gangster e magnati, attori di Hollywood e politici indossavano con fierezza completi gessati a doppio petto, spesso in versione più audace rispetto al più sobrio stile britannico.

Il gessato nel dopoguerra: icona e rinascita
Dopo la Seconda guerra mondiale, il gessato continuò a rappresentare la rinascita, l’ambizione e il progresso. Nei decenni successivi, personalità come Cary Grant, Gianni Agnelli e persino Michael Douglas (celebre nel ruolo di Gordon Gekko in Wall Street) rafforzarono l’associazione tra questo tessuto e l’élite economica, finanziaria e culturale del loro tempo.
Negli anni ’80 e ’90 il gessato tornò con forza nel guardaroba degli uomini di potere, spesso interpretato con spalle strutturate, revers importanti e tessuti in lana pettinata. Era la divisa del successo, l’uniforme del capitalismo rampante.

Perché il gessato resta un classico
Il fascino del gessato risiede nella sua capacità di slanciare la figura grazie all’effetto ottico delle righe verticali, conferendo una silhouette elegante e autorevole. È un tessuto che comunica disciplina, raffinatezza e carattere – tre qualità che ogni uomo elegante dovrebbe ambire a incarnare.

Io, personalmente, amo il gessato in tutte le sue declinazioni e voglio concludere con una piccola chicca. Oltre ai classici abbinamenti, trovo molto interessante una forma di sprezzatura che prevede l’uso di una giacca gessata abbinata a un paio di jeans.
Sono perfettamente conscio che la regola sartoriale vuole che il gessato non venga mai spezzato, e anch’io trovo decisamente discutibili le giacche gessate in lino panna o in tonalità come il giallo. Tuttavia, in quei casi in cui ci si trovi senza i pantaloni dell’abito – magari irrimediabilmente danneggiati – cosa dovremmo fare? Buttar via anche una splendida giacca di sartoria?
Ecco, in situazioni come queste, credo si possa creare un look interessante e informale per una passeggiata domenicale: jeans, polo-camicia bianca, una giacca gessata blu con una certa struttura e, ai piedi, dei classici mocassini da barca Sebago.

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