Per questo terzo episodio della rubrica dedicata alle città storiche del tessile, voglio parlarvi di quella a me più cara (poichè patria di una parte della mia famiglia): Como. Situata nel cuore della Lombardia, si affacciata con discreta eleganza sulle rive del suo lago, Como non è solo meta di turismo e rifugio di poeti, ma culla di un’eredità tessile che ha scritto pagine decisive nella storia dell’eleganza maschile e non solo. In questo articolo, esploriamo la raffinata tradizione serica comasca, un’arte che ancora oggi veste l’uomo con la grazia silenziosa della qualità.

La nascita della seta comasca

La storia tessile di Como affonda le radici nel XV secolo, quando la coltivazione del baco da seta iniziò a diffondersi nei dintorni della città. Fu però nel XIX secolo che Como divenne il fulcro della produzione serica italiana, trasformandosi da centro agricolo a capitale tessile grazie all’adozione di macchinari moderni e alla lungimiranza delle famiglie imprenditoriali locali, da qui la città si specializza non solo nella produzione di seta ma anche nelle fini lavorazioni di essa. Tra le figure fondamentali di questo sviluppo spicca Carlo Porta, innovatore nella stampa tessile e tra i pionieri della modernizzazione del settore. 

Ad oggi la tanto apprezzata seta comasca non è più prodotta al 100% a Como poichè la quasi totalità delle aziende comasche si concentra sui passaggi di nobilitazione e finissaggio e confezione.

Un’eccellenza riconosciuta nel mondo

Nel corso del Novecento, Como si afferma come il punto di riferimento mondiale per la seta stampata. I suoi tessuti impreziosiscono i guardaroba delle case di moda internazionali, e ancora oggi le cravatte, i fazzoletti da taschino e i foulard provenienti da questa città sono simbolo di gusto e distinzione. Marchi come Hermès, Gucci, Chanel e Dior hanno spesso attinto alla sapienza serica comasca per le loro creazioni più raffinate. Tant’è che da aprile 2025 la stessa Chanel ha rilevato il 35% della storica Mantero Seta S.p.A., celebre azienda comasca.

Ma Como non è solo produzione: è stile, è savoir-faire, è arte applicata alla materia. Passeggiare tra i laboratori tessili storici, alcuni dei quali ancora a conduzione familiare, significa entrare in un mondo dove il disegno incontra la tradizione, dove ogni trama racconta una storia.

Tessuto maschile: tra sartoria e classicismo

Per l’uomo elegante, Como rappresenta molto più di un luogo geografico: è un riferimento culturale. La cravatta in pura seta comasca è un dettaglio che non ammette compromessi; il tessuto jacquard, utilizzato nei gilet formali o nei dettagli dei blazer da sera, trova qui la sua massima espressione. Nella sartoria classica, dove ogni scelta è ponderata, affidarsi a un tessuto comasco significa scegliere un pezzo di storia da indossare.

Il futuro tra innovazione e memoria

Oggi, mentre molte industrie tessili combattono con la globalizzazione e la produzione a basso costo, Como ha saputo rinnovarsi, puntando sulla qualità, sulla sostenibilità e sul legame con il design. Le nuove generazioni stanno raccogliendo l’eredità dei maestri tessitori, sperimentando tecniche digitali e fibre ecocompatibili, senza mai dimenticare la nobiltà del gesto artigiano.

Como, in definitiva, non è solo una tappa nella storia del tessile italiano, ma una costellazione di eccellenze che continua a illuminare l’eleganza maschile contemporanea.

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