
In un panorama in cui lo stile maschile sembra spesso oscillare tra l’eccesso e l’approssimazione, quello di Luca Cordero di Montezemolo si distingue come un manifesto di misura, eleganza e coerenza. Il suo è un guardaroba che racconta una storia di cultura, discrezione e impeccabile educazione sartoriale, figlia della migliore tradizione italiana.
Un’eleganza che nasce dal taglio
Il tratto distintivo dello stile di Montezemolo è il rigore della linea. I suoi abiti, spesso realizzati su misura da sartorie napoletane — come Kiton o Attolini — si riconoscono per la struttura morbida, la spalla naturale e la giacca destrutturata, che accompagna il corpo senza costringerlo. Predilige il taglio doppiopetto, ma non disdegna anche il classico due bottoni, con rever classici ma generosi, e lunghezze leggermente più contenute rispetto al canone più conservatore, a testimonianza di una certa modernità contenuta e mai eccessiva.
I pantaloni sono quasi sempre con pinces, tagliati per cadere perfettamente senza eccessi, con una piega netta che sottolinea la pulizia della silhouette. Nessuna concessione a mode effimere: ogni elemento del suo abbigliamento parla la lingua della durata e della qualità.
Tessuti: la materia della classe
Montezemolo predilige tessuti leggeri ma corposi, quasi sempre naturali: fresche lane pettinate per la primavera, flanelle leggere per l’autunno, e per le stagioni più rigide anche dell’ottimo tweed, mentre opta per cashmere e vigogna per i cappotti invernali. I suoi completi in grisaglia o principe di Galles sono spesso scelti in toni di grigio o blu profondo, colori che riflettono la sua sobrietà ma che, su di lui, non risultano mai anonimi.
Per la camiceria si affida spesso al cotone egiziano o al lino più fine, con collo italiano o botton down, sempre rigido e ben stirato, mai appariscente. Le cravatte? Quasi sempre in seta grenadine, annodate con naturalezza, a volte anche con nodi imperfetti che sembrano rivelare una certa meravigliosa sprezzatura tutta italiana.

Una scuola di pensiero (e di stile)
Montezemolo è figlio della scuola sartoriale italiana più pura: quella che nasce a Napoli, si affina a Roma e si conferma a Milano. La sua eleganza non è mai caricaturale né museale. È l’eleganza di chi sa che il buon gusto non si insegna, ma si coltiva, e che uno stile personale non si costruisce seguendo le tendenze, bensì conoscendosi.
Anche gli accessori sono parte integrante di questo linguaggio silenzioso: mocassini in pelle scamosciata, portati con disinvoltura anche con completi formali, occhiali da sole dalle linee sottili, per gli orologi va dai più classici Rolex sportivi vintage ai moderni Audemars Piguet Royal Oak e Richard Mille, ma mai ostentati. Tutto parla di un’idea di lusso sussurrato, mai gridato.


Conclusione
Luca Cordero di Montezemolo non veste per stupire, ma per rappresentarsi. Il suo modo di vestire è il naturale prolungamento del suo carattere: riservato ma deciso, sofisticato ma accessibile, elegante ma mai artificioso. Un esempio raro e luminoso di come l’abbigliamento maschile possa essere, quando incontra la personalità giusta, una forma di cultura.

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