Bentrovati a tutti voi, cari lettori, al nostro consueto appuntamento, come ogni mese, rieccovi “Top Tre Mise”. Per chi si affacciasse per la prima volta a questa rubrica, ecco una breve spiegazione: ogni mese seleziono e metto in classifica le tre mise che più mi hanno colpito, indossate da diversi personaggi pubblici sui social. Come nei mesi passati, per definire la graduatoria ho seguito i consueti parametri di valutazione: originalità, coerenza con le regole dell’eleganza classica, abbinamenti cromatici e adeguatezza al contesto.
A ciascuno di questi elementi viene assegnato un punteggio da 1 a 10; la somma totale dei punteggi stabilisce il valore finale della mise.

Questa volta voglio spiazzarvi miei cari lettori, perché c’è qualcosa di diverso rispetto a tutte le altre edizioni di “Top 3 mise…”. Sarà anche perché con questa edizione ricorre l’anniversario della prima, ma ho voluto, per una volta, seguire il gusto personale e stravolgere l’ordine della classifica a punti.
Al primo posto, infatti, troviamo una mise che matematicamente avrebbe dovuto essere all’ultimo: quella di Luca Rubinacci. In un reel su Instagram ci presenta la sua nuova linea di giacche e, a un certo punto, il nostro sarto napoletano, in maniera del tutto naturale, quasi casuale e spontanea, qualità che ho voluto premiare, ritenendo che la spontaneità sia alla base della creazione di una mise al top, indossa una giacca in solaro, che possiamo vedere anche in foto, al fine di mostrarcela. Così facendo, crea, come lui stesso farà notare, una mise bellissima e molto spontanea. Proprio per questo assegno 2 punti bonus.
Questi si sommano a un punteggio di 9 nella categoria originalità, 10 per gli abbinamenti cromatici, che ho trovato più che riusciti, 9 per l’adeguatezza al contesto (non 10 perché forse un po’ troppo sportivo per la città) e un 8,5 per la coerenza con le regole dell’eleganza classica, poiché, nonostante io lo trovi davvero piacevole e soprattutto perdonabile, spezzare il solaro è, in linea teorica, da considerarsi un errore.
La mise totalizza così 38,5 punti, posizionandosi al primo posto.

Al secondo posto troviamo invece il buon Clément di Sartorial Matters, che spero non me ne voglia per averlo spostato: ricordo infatti di aver trovato anche la sua mise davvero degna di nota, molto adatta alla stagione e soprattutto al contesto. Proprio a questa categoria infatti assegno un 10 pieno.
Per quanto riguarda gli abbinamenti cromatici, assegno un 9,5, poiché li trovo veramente piacevoli; lo stesso voto va poi alla coerenza con le regole dell’eleganza classica, rispettate appieno, se non fosse per quella lieve differenza tra le grammature dei tessuti di pantaloni e giacca. L’originalità non manca e, non essendo facile distinguersi in questo tipo di contesto, assegno senza problemi un 9.
La mise totalizza così 38 punti.


Al terzo posto invece, un’altra nostra vecchia conoscenza: Benedikt Fries, con una splendida mise, dal carattere semi-formale quasi informale, di cui fa sfoggio su Instagram durante una passeggiata per Como. Personalmente l’ho trovata particolarmente originale, soprattutto per la scelta dei tessuti di abito e camicia; per questo motivo, a questa categoria ho assegnato un 8,5.
Un 10 invece, è stato attribuito alla coerenza con le regole dell’eleganza classica, poiché ritengo che vengano rispettate quasi alla perfezione. Gli abbinamenti cromatici risultano molto gradevoli e per nulla scontati, motivo per cui ho assegnato senza timori un 9,5.
Supponendo che si tratti di un contesto di svago cittadino, ho assegnato un 9,5 alla voce adeguatezza al contesto: pur apprezzando gli elementi scelti per comporre l’outfit, nell’insieme lo trovo più adatto a un ambiente leggermente più formale ma nel complesso è più che ok.
La mise si posiziona così al primo posto, con un totale di 37,5 punti.

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