il Nuovo Volto del Lusso Maschile
Entrare a Watches & Wonders significa, almeno nelle aspettative, accedere al punto più alto dell’orologeria contemporanea. Tuttavia, i risultati, come spesso accade quando il lusso si confronta con un pubblico sempre più ampio e variegato, non sono sempre all’altezza delle attese.
L’impatto iniziale è indubbiamente forte. Gli spazi sono progettati con una cura quasi museale: architetture pulite, luci calibrate, teche che trasformano ogni orologio in un oggetto da contemplare e desiderare più che da osservare. Si percepisce immediatamente un livello medio-alto, ad esempio nella qualità degli allestimenti. Watches & Wonders è anche un racconto, costruito per narrare la storia dei brand che hanno segnato l’epoca di ascesa dell’orologeria.
Tuttavia, una volta superata la prima impressione, emergono alcune criticità che incidono sulla valutazione complessiva dell’esperienza. Le file eccessive agli stand rappresentano probabilmente il limite più evidente. Alcuni marchi risultano praticamente inaccessibili senza una pianificazione anticipata: per entrare allo stand Rolex si può arrivare fino a tre ore di attesa. Un tempo che contrasta con l’idea stessa di lusso, che dovrebbe essere sinonimo di fluidità e accesso privilegiato. In questo senso, la dimensione dell’evento sembra ormai aver superato la capacità di gestione ottimale dei flussi.
Sul piano logistico, invece, l’organizzazione è efficace. Il parcheggio è comodo e ben strutturato, e le navette permettono di raggiungere rapidamente l’ingresso della fiera senza particolari difficoltà. È un aspetto meno visibile, ma fondamentale, che contribuisce a rendere l’esperienza più accessibile.
Meno convincente è la proposta gastronomica. Mangiare all’interno della fiera è semplice, ma il rapporto qualità-prezzo non è all’altezza del contesto. I piatti risultano mediocri rispetto ai costi, che riflettono più la dimensione internazionale dell’evento che un reale livello culinario. In una fiera di orologeria di alto livello, ci si aspetterebbe una cucina coerente con il contesto. Considerando la durata di una visita, questo elemento finisce per incidere più di quanto si possa pensare, rivelando una certa mancanza di attenzione e coerenza rispetto al livello generale dell’evento.
Al di là di questi aspetti, il cuore della fiera resta naturalmente l’orologeria. E qui il livello torna a essere assoluto.


Di fronte al Nautilus celebrativo dei 50 anni del modello si comprende immediatamente la forza di un’icona. Non c’è una rivoluzione evidente né la volontà di stupire a tutti i costi: si tratta, del resto, di uno degli orologi più ambiti e “di moda” degli ultimi anni. Il design resta fedele a sé stesso, le proporzioni sono impeccabili e il risultato è un oggetto che trascende il concetto di novità. È un orologio che non ha bisogno di dimostrare nulla, perché la sua autorevolezza è già consolidata. In un contesto dominato da continue evoluzioni, rappresenta una rara forma di continuità. Una variante interessante, ma non azzardata, è quella con cinturino in denim: casual, coinvolgente e al tempo stesso in linea con l’evoluzione del modello, che vira verso un concetto di eleganza “per tutte le occasioni”.

Lo stand di IWC offre invece un’esperienza diversa, più narrativa e immersiva, ispirata alle missioni lunari e alle diverse colorazioni della Luna nelle varie fasi del suo ciclo. Il Big Pilot’s Watch Perpetual Calendar “Thomas Pesquet” incarna perfettamente questa visione. La cassa chiara, quasi eterea, si combina con un quadrante complesso ma sorprendentemente leggibile e intuitivo. L’orologio mantiene una forte impronta tecnica, tipica del brand, ma riesce a non risultare freddo. Si percepisce chiaramente una direzione contemporanea, quasi giovane, che lega il prodotto a concetti come innovazione, spazio e ingegneria. È un approccio meno classico, ma estremamente coerente con l’evoluzione del gusto attuale.

Accanto a queste due visioni, l’Aquanaut rappresenta una sintesi interessante. Sempre firmato Patek Philippe, ma con un linguaggio più informale e dinamico rispetto al Nautilus, si propone come un lusso quotidiano. I cinturini in gomma, i quadranti più freschi e l’ergonomia generale lo rendono un orologio pensato per essere vissuto, non solo conservato. È probabilmente uno dei modelli che meglio interpretano il cambiamento dello stile maschile contemporaneo, sempre meno legato alla formalità rigida e sempre più orientato alla versatilità: sport, aperitivi e tempo libero diventano le parole chiave.

Per quanto riguarda Jaeger-LeCoultre, la parola d’ordine è eleganza, nel suo significato più puro. Si distingue per un’impostazione più discreta e raffinata rispetto ad altri marchi. La cassa è pulita e ben proporzionata, mentre il quadrante punta sulla leggibilità e sull’equilibrio, con indici sottili e una disposizione ordinata degli elementi. Al polso risulta meno appariscente, ma decisamente più sofisticato. È un marchio apprezzato da una nicchia e raramente è il primo nome che viene in mente a chi si avvicina all’orologeria di lusso; tuttavia, indossare un JLC comunica non solo competenza, ma anche il desiderio di distinguersi con discrezione.
Il vero valore sta nella sostanza: Jaeger-LeCoultre è una manifattura storica che produce internamente i propri movimenti, puntando su qualità e coerenza più che sull’impatto immediato. È un orologio che si apprezza nel tempo, soprattutto per i dettagli e per il livello tecnico, più che per l’effetto estetico.

Nel complesso, Watches & Wonders 2026 si conferma come il punto di riferimento globale del settore, ma anche come un evento che riflette le contraddizioni del lusso contemporaneo. Da una parte un livello qualitativo straordinario, dall’altra una gestione dell’esperienza che fatica a tenere il passo. Questa fiera conferma l’affermarsi dell’orologio come scelta identitaria, quasi culturale: non si tratta più solo di apparire, ma di rappresentarsi.
Il Nautilus parla di continuità e consapevolezza. L’IWC di dinamismo e tecnica. L’Aquanaut di libertà e adattabilità. Jaeger-LeCoultre di un’eleganza classica ed eterea.

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