Uomo in un elegante completo a scacchi con berretto, che fuma una sigaretta, in mezzo alla natura.

In “The Gentlemen” di Guy Ritchie, Matthew McConaughey interpreta Mickey Pearson: un ragazzo arrivato a Londra da un ambiente povero di degrado negli usa grazie ad una borsa di studio. Una volta nelle università britanniche inizia seguire la brutta vocazione dello spaccio e, nel tempo, diviene sempre più potente fino a crearsi un impero criminale. Tuttavia anche grazie alla sua influenza diviene una presenza stabile nell’alta società britannica ,arrivando ad essere ospite ricorrente nei salotti più rinomati . Il suo guardaroba racconta bene questo percorso. Mickey frequenta proprietari terrieri, aristocratici e uomini abituati alle grandi tenute di campagna; anni di affari con loro gli hanno fatto assorbire codici, abitudini e modi di vestirsi che ormai appartengono al suo ambiente. Michael Wilkinson costruisce per lui una sartoria inglese riletta in chiave contemporanea. I completi sono realizzati su misura dal sarto Sheikh Ali a Manchester e utilizzano lana, cashmere e seta.

Un uomo sorridente seduto a un tavolo in un ristorante elegante, con abito blu e cravatta a righe. Sul tavolo ci sono bicchieri d'acqua e una ciotola di snack.

Il Principe di Galles e il Windowpane sono tra i motivi più caratteristici e compaiono soprattutto nei completi che Mickey indossa in città. Il disegno è evidente, ma resta elegante grazie alla qualità del tessuto e al taglio delle giacche. Anche il completo a quadri bordeaux della scena al pub appartiene a questo lato più urbano e informale del guardaroba. Quando Mickey si sposta nelle tenute di campagna, il registro cambia. Entrano il tweed e la coppola, elementi legati alla tradizione rurale inglese e al mondo della caccia. Qui l’abbigliamento segue il contesto: tessuti più robusti, capi adatti alla vita all’aperto e quel tipo di guardaroba che appartiene da generazioni alle campagne britanniche. Mickey conosce ormai perfettamente queste regole perché quelle tenute sono diventate parte della sua rete di affari e, con il tempo, anche del suo habitat. È questo il dettaglio più interessante del suo stile. Mickey non proviene da quel mondo e non ne ha ereditato i codici. Li ha acquisiti frequentandolo. Il suo guardaroba passa quindi dal completo a quadri della città al tweed della campagna seguendo l’occasione e l’ambiente, senza perdere la propria identità. Anche la sera cambia registro. Alle occasioni di gala e cene di beneficenza Mickey indossa tendenzialmente lo smoking. È un abito ovviamente molto più teatrale rispetto ai completi da giorno, ma perfettamente adatto a quel tipo di ambiente.

Uomo elegante con abito a scacchi che parla mentre sorseggia una tazza di caffè, seduto a un tavolo con spezie in legno.

Gli accessori completano il personaggio senza bisogno di accumularne troppi: la coppola nelle scene di campagna, il sigaro e i gioielli dorati contribuiscono a costruire quell’immagine di uomo che ha fatto del proprio successo economico il mezzo per sfoggiare alcuni rituali dell’élite con cui tratta quotidianamente pur differenziandosi dagli altri. Il risultato resta coerente anche quando cambia completamente il contesto. C’è poi un piccolo aneddoto che dice molto del lavoro fatto sul guardaroba. I completi di Mickey furono creati appositamente per McConaughey da Sheikh Ali e l’attore ne apprezzò talmente tanto la costruzione da portarne alcuni a casa dopo le riprese. Erano capi su misura, realizzati con tessuti morbidi e una vestibilità più rilassata rispetto alla sartoria inglese tradizionale.  In The Gentlemen il vestito diventa così una parte precisa del modo in cui Mickey si muove nel mondo. In città il completo, in campagna il tweed e la coppola, la sera lo smoking. Sono codici diversi, che lui ha imparato a leggere dopo anni trascorsi a fare affari con quella stessa classe sociale. La sua storia resta quella di un americano partito dal basso, ma il suo guardaroba appartiene ormai perfettamente all’ambiente che ha scelto di frequentare.

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