Bentornati al nostro appuntamento mensile in cui, consapevole della mia saccenza, mi cimento nel decretare le tre migliori mise del mese passato.
Tuttavia, questa volta ho deciso di coinvolgervi un po’ di più nel mio processo di selezione: vi mostrerò infatti le sei mise che ho individuato come le più meritevoli, dalle quali — sulla base dei voti assegnati alle consuete categorie — ho estratto le tre vincitrici del podio.
Partirò proprio dal primo posto, commentando in modo più approfondito le prime tre posizioni, per poi passare rapidamente alle restanti quattro, elencate in ordine di punteggio.
Per chi non se le ricordasse vi elenco le quattro categorie al quale assegno un voto da 1 a 10: originalità, coerenza alle regole dell’eleganza classica, abbinamenti cromatici e, infine, adeguatezza al contesto.

Al primo posto troviamo un ragazzo certamente non noto per la sua spiccata eleganza, che però mi ha davvero stupito al Festival di Cannes: Austin Butler. Mi ha colpito molto la sua scelta di vestire in modo classico e adeguato al contesto (a differenza di alcuni suoi colleghi), indossando uno smoking nero perfettamente coerente con le regole dell’eleganza classica. Per questo motivo ho assegnato a questa categoria un 9,5, e un 9,5 anche per quanto riguarda l’adeguatezza al contesto.
Ciò che mi ha sorpreso davvero, però, è il modo in cui è riuscito a non risultare banale, optando per un taglio sì formale, ma dalle linee rétro, con il fondo del pantalone largo e un doppiopetto portato — con una certa sprezzatura all’italiana — aperto. Perciò, ho assegnato un 9 per l’originalità.
Per quanto concerne gli abbinamenti cromatici, ha scelto tonalità tra le più classiche e formali, ma sempre azzeccate; quindi, ho assegnato un 9.
Totalizza così il nostro attore un totale di 37 punti.

Al secondo posto troviamo una vera e propria star nel settore della sartoria: Luca Rubinacci, che in un post su Instagram ci mostra il suo outfit per una giornata lavorativa di primavera, sfoggiando un fantastico abito monopetto in Solaro, abbinato in maniera molto originale a una camicia a righe sottili sui toni del rosso/rosa e a una cravatta blu. Questo gli fa conquistare un 10 per l’originalità.
Forse un po’ eccessiva la scelta dei calzini verdone e dei mocassini in un marrone (a mio parere) troppo scuro, motivo per cui ho assegnato solamente un 6,5 per gli abbinamenti cromatici.
Sicuramente non ha infranto in maniera fragorosa le regole dell’eleganza classica, perciò ho assegnato un 9,5 alla coerenza con queste.
Riguardo all’adeguatezza al contesto, nulla da dire: ho quindi assegnato un 9, che lo porta a totalizzare 35 punti.

Il terzo posto, invece, se lo aggiudica nientemeno che il Presidente dell’Accademia Nazionale dei Sartori e Vicepresidente della World Federation of Master Tailors: Gaetano Aloisio, che ci mostra come un Gentiluomo — con la G maiuscola — dovrebbe vestirsi a un evento di una certa rilevanza. Si è presentato con uno splendido abito blu con una marcata gessatura e revers piuttosto originali: a punta di lancia su un monopetto.
Per l’originalità ho assegnato un 8: nulla di mai visto prima, ma comunque non molto comune al giorno d’oggi, in cui si opta sempre più spesso per l’abito blu tinta unita. Sicuramente una mise da manuale di sartoria, motivo per cui ho assegnato un 10 alla coerenza con le regole dell’eleganza classica.
Per quanto riguarda gli abbinamenti cromatici, ho assegnato un 7,5: azzeccati in pieno, ma avrebbe potuto osare un po’ di più con la cravatta (personalmente ne avrei scelta una rossa o grigia). Nulla da dire sull’adeguatezza al contesto, dove ho assegnato un 9,5, portandolo a totalizzare 34,5 punti.
Dopo aver visto assieme il podio vi illustro le altre tre candidate a mise del mese in ordine di punteggio:

Al quarto posto troviamo una mise di Fabio Attanasio, nel contesto della sua visita ai migliori sarti degli USA. Come possiamo vedere, sfoggia un abito grigio monopetto che, di per sé, non gode di grande originalità. Tuttavia, la scelta della cravatta sui toni del rosso è abbastanza inusuale ma azzeccata. Perciò ho assegnato un 7,5 all’originalità e un 7,5 agli abbinamenti cromatici.
Riguardo alla coerenza con le regole dell’eleganza classica, nulla da dire: si porta a casa un 10 pieno. Anche per quanto riguarda l’adeguatezza al contesto, non ci sono appunti da fare, ed ho assegnato un 9.
Totalizza così un punteggio complessivo di 34 punti.

Al quinto posto troviamo il general manager di Fox Brothers, Douglas Cordeaux, che sfoggia un abito marrone, colore oggi piuttosto inusuale. Tuttavia, ho comunque assegnato un 7,5 all’originalità, che scarseggia parecchio nella scelta della cravatta e della camicia.
Un 10 pieno, invece, per quanto riguarda la coerenza con le regole dell’eleganza classica, dove non c’è nulla da appuntare. Gli abbinamenti cromatici non sono particolarmente interessanti, ma risultano comunque gradevoli: 8,5.
Per quanto riguarda l’adeguatezza al contesto, è difficile stabilire con precisione quale esso sia; tuttavia, ipotizzando un contesto cittadino, assegno un 7,5.
Totale: 33,5 punti.

Al sesto posto troviamo ancora una mise di Douglas Cordeaux, che questa volta sfoggia un abito grigio finestrato, con cravatta e camicia non particolarmente originali. Voto: 6,5.
Ancora una volta, nulla da dire sulla coerenza con le regole dell’eleganza classica. Voto: 9.
Grigio e blu: un abbinamento da me molto amato. Voto: 9.
E qui casca l’asino: il contesto… Dalla foto sembra trattarsi di una gita in montagna, e la mise risulta decisamente fuori luogo. Voto: 6.
Totale: 30,5 punti.
Ci tengo a dire che ho voluto menzionare anche le mise non sul podio perchè comunque tra le più degne di nota di questo mese.

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