La pecora blu…

o a stelle e strisce se preferite

Premessa necessaria: questo articolo tratterà, in parte, l’eleganza classica e le sue regole; in parte, sarà una riflessione sui risvolti della loro violazione. Essendo una considerazione personale, rappresenta il mio modo di vedere e interpretare i fatti.

Seconda premessa, altrettanto doverosa: non userò mezzi termini. Esprimerò liberamente le mie opinioni riguardo al galateo e, in particolare, ai suoi risvolti “politici”, senza autocensure sulle mie idee — che potranno piacervi o meno.

Se siete amanti del politicamente corretto, o se le mie posizioni vi infastidiscono, vi invito serenamente a saltare questo articolo e a leggere gli altri, dove mi sono limitato a parlare di abbigliamento, attenendomi strettamente al tema.

Parto col dire che quello di cui stiamo discutendo è, purtroppo, un funerale e, oltre a essere certamente un’occasione molto triste, è un’occasione che già di per sé richiede un livello di formalità molto alto — a maggior ragione se si tratta di quello del Papa. Perciò non voglio nemmeno commentare la mise di Volodymyr Zelens’kyj, che — siccome ha evidentemente un patologico bisogno di sottolineare il fatto di essere il capo di Stato di un Paese sotto assedio — per poco non si presenta in mimetica, sputando disprezzo sul Galateo, che in un’occasione simile prevede: abito, camicia bianca e cravatta. E qui la domanda mi sorge spontanea: ma sarà così ignorante da non conoscere il Galateo o se ne è sbattuto e basta?

Passando poi al buon vecchio tycoon: una vera e propria pecora blu in mezzo a un gregge in nero. In questa foto possiamo vederlo sfoggiare con fierezza un abito blu — oserei dire — elettrico, una camicia bianca con collo all’italiana e una sobria cravatta blu. Tutto molto bello, tutto molto formale. Perfetto, insomma… perfetto come invitato a un matrimonio. Che abbia, per caso, confuso l’invito?

Ebbene, ci tengo a dire che non sono il solito scrittore di sinistra che non perde occasione per criticarlo, ma qui la situazione è grave: presentarsi a un funerale in blu è una mancanza di rispetto notevole. E io suppongo sia stata una scelta deliberata. Dubito che un uomo della sua caratura non conosca la regola del blu (il blu è un colore che significa felicità e allegria; indossarlo a un funerale equivarrebbe a dire “sono felice che sei morto”). Dubito anche che un uomo con le sue disponibilità economiche non avesse modo di procurarsi un semplice abito nero.

Perciò, credo — con mio rammarico — che la scelta sia stata deliberata e decisamente spiacevole. Mi chiedo se sarebbe stato contento di vedere miliardari, invitati a un ipotetico funerale di un suo caro, presentarsi in blu in maniera sprezzante. Perché posso capire chi non ha la disponibilità per acquistare un abito per l’occasione, ma qui è deliberata la mancanza di rispetto.

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